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Stelle, ricci, cetrioli, gigli e stelle serpentine. Già i nomi popolari
che vengono attribuiti loro fanno pensare ad animali con forme particolari,
sicuramente evocativi della loro morfologia esterna. Rappresentano infatti un
gruppo molto diversificato al loro interno e fortemente specializzato fra gli
animali marini.
Nonostante tali caratteristiche, sono presenti delle caratteristiche comuni
a tutte le classi viventi che li rendono unitari nella loro morfologia e, soprattutto,
unici nell’ambito del regno animale.
Differentemente da come impostato per Nudibranchi e Cefalopodi, sarà necessario
introdurre delle nozioni di anatomia interna per comprendere l’evoluzione di
questi animali e, soprattutto, il loro modus vivendi.
| SUDDIVISIONE
SISTEMATICA E ANATOMIA ESTERNA |
| Phylum |
Subphylum |
Classe |
Sottoclasse |
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ECHINODERMATA
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CRINOZOA
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CRINOIDEA
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ECHINOZOA
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HOLOTHUROIDEA
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ECHINOIDEA
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REGULARIA
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IRREGULARIA
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ASTEROZOA
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ASTEROIDEA
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SOMASTEROIDEA
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EUASTEROIDEA
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OPHIUROIDEA
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CONCENTRICICLOIDEA
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Considerando la morfologia esterna degli Echinodermi, ci si accorge immediatamente
che essa è molto varia. I Crinoidei hanno l’aspetto di una pianta (un calice
con cinque petali, da cui il nome di “gigli di mare”). Gli Oloturoidei hanno
un aspetto tubulare, spesso decisamente fallico … (da cui il nome di cetrioli
di mare). I Crinoidei sono i cosiddetti ricci di mare, dall’aspetto inconfondibile.
Gli Asteroidei sono le stelle di mare, mentre gli Ofiuroidei sono le stelle
di mare serpentine. Riguardo i Concentrocicloidei, verrà fatto un discorso a
parte alla fine.
L’ampia diversificazione di forme osservabili trova una base comune nella simmetria
pentaraggiata: ciò vuol dire che, fatti passare cinque piani per un asse centrale
al corpo, ne risultano cinque “spicchi” uguali fra loro. Gli altri animali (compresa
la nostra specie) sono invece organizzati secondo una simmetria bilaterale:
in altre parole un solo piano può essere fatto passare per il corpo, tale da
osservare due parti simmetriche dell’animale (nel nostro caso la parte destra
e sinistra).
Tutto ciò determina dei fatti di notevole importanza. Per prima cosa non esiste
una parte anteriore o posteriore, una parte dorsale o ventrale o una parte destra
e sinistra, come negli altri animali in cui gli organi si organizzano nel senso
antero-posteriore e dorso-ventrale. Negli Echinodermi tutto il corpo è organizzato
nel senso oro-aborale, cioè in direzione bocca-ano. Solo gli Oloturoidei hanno
abbandonato durante la loro storia evolutiva l’organizzazione pentaraggiata,
per riadottare la simmetria bilaterale.
Altra caratteristica peculiare degli Echinodermi è un sistema celomatico molto
complesso da cui traggono origine strutture (come il sistema acquifero), proprie
di questi animali. Col termine di celoma sono indicate tutte le cavità interne
del corpo tappezzate da epitelio, cioè un tessuto protettivo formato da un unico
strato di cellule. Il celoma è presente in quasi tutti i gruppi animali; raggiunge
il massimo sviluppo negli Anellidi Oligocheti (un esempio ne sono i lombrichi),
mentre è poco rappresentato nei Crostacei. In noi Cordati è assente.
Negli Echinodermi, come già detto, si raggiunge il massimo della complessità
strutturale del celoma, il quale si articola nei sistemi emale, periviscerale,
periemale ed acquifero. Dobbiamo quindi immaginare la presenza nel corpo degli
Echinodermi di un complesso sistema di vasi, lacune e valvole intercomunicanti
fra loro, il cui ruolo è quello di scambio di nutrienti e metaboliti fra le
varie parti del corpo o di regolazione della pressione locale dell’endolinfa,
per esempio ai fini della locomozione.
Proprio a quest’ultima funzione è adibito il sistema acquifero, l’unico componente
del sistema celomatico si parlerà più approfonditamente in quest’articolo.
La locomozione nella gran parte degli Echinodermi avviene tramite la variazione
locale della pressione dell’endolinfa; tale regolazione avviene attraverso i
pedicelli ambulacrali o podia, delle estroflessioni papilliformi che sporgono
all’esterno, contenenti delle cavità in comunicazione con le ampolle. Queste
sono delle vescicole contrattili le quali regolano il funzionamento dei podia:
la loro contrazione spinge l’acqua nei pedicelli, mentre la loro dilatazione
spinge l’acqua nelle ampolle.
L’acqua contenuta nel sistema acquifero, attraverso la quale si ha il movimento
dell’animale, proviene direttamente dal mare e viene assorbita attraverso il
madreporite, una struttura calcarea porosa, presente negli Asteroidei, Ofiuroidei
ed Echinoidei. In Oloturoidei e Crinoidei il sistema acquifero non comunica
con l’esterno, ma col sistema di lacune interne; la locomozione di questi Echinodermi
avviene tramite altre modalità.
Lo sviluppo degli Echinodermi avviene attraverso uno stadio larvale planctonico,
diverso per ogni classe. In seguito la larva si fissa sul fondo e l’individuo
assume uno stile di vita bentonico.
@ I Crinoidei
I Crinoidei (“gigli di mare”) possono avere due morfologie: una caratterizzata
da peduncolo e corona (ordine degli Isocrinidi) e l’altra dalla sola corona
(ordine dei Comatulidi).
Gli Isocrinidi sono i più arcaici. Il peduncolo è articolato esternamente in
piastre e porta una serie di appendici (cirri). I Comatulidi non hanno il peduncolo
e i cirri si attaccano direttamente alla superficie aborale (dove è presente
la bocca).
La corona è sicuramente la parte importante dell’animale: è costituita da una
massa centrale più o meno sviluppata a seconda della specie e porta lateralmente
le braccia, disposte secondo la simmetria pentaraggiata. La bocca (centrale)
e l’ano (in posizione eccentrica) si aprono sul disco. Il disco è perforato
da numerosi fori; questi sostituiscono nella loro funzione il madreporite.
Le braccia sono ramificate fino al punto che, in alcuni Comatuli tropicali,
se ne contano 200.
Sono animali sospensivori, si nutrono cioè di materiale organico presente lungo
la colonna d’acqua. Il cibo è catturato tramite una rete di muco portato dalle
braccia; quando la rete è satura, viene convogliata alla bocca e da qui il materiale
organico è introdotto nel corpo.
Gli apparati riproduttori sono diffusi lungo le braccia. Sono animali gonocorici,
cioè a sessi separati. La larva è detta doliolaria ed ha la forma di un barile;
quando si fissa sul fondo, si trasforma in una forma peduncolata (simile ai
Comatulidi), detta pentacrinoide.
Si conoscono circa 600 specie sparse nei mari del mondo. Gli Isocrinidi sono
tutte forme abissali assenti nel Mediterraneo, le quali si fissano sul substrato
col peduncolo. I Comatulidi si muovono attraverso i cirri sul substrato, ma
possono nuotare per brevi tragitti con le braccia. Sono diffusi nei fondi litorali
rocciosi. In Italia sono presenti quattro specie; la più diffusa è Antedon mediterranea.
@ Oloturoidei
Essenzialmente ricondotti ad una forma cilindrica, in realtà le Oloturie hanno
assunto durante la loro evoluzione forme molto varie. Si passa infatti dal comune
aspetto allungato degli Apodi all’aspetto sferico di Sphaeroturia, ai corpi
con lunghe code dei Molpadidi, alle forme “aberranti” (con strutture di galleggiamento
e altre atte al nuoto attivo) nelle forme pelagiche ed abissali degli Elasipodi.
Anche le dimensioni sono estremamente variabili e grandi: comunemente fra 10
e 30 cm, ma si va dai 2.5 cm degli Stichopus filippini fino ai 2 m dei sottili
Apodi abissali.
Diversamente dagli altri Echinodermi, hanno assunto nuovamente
durante la loro evoluzione la simmetria bilaterale; essa è tuttavia una “falsa”
simmetria poiché il corpo è chiaramente suddivisibile in cinque parti organizzate
in due sezioni, dorsale e ventrale: la suola, ventrale, formata da tre aree
ambulacrali (detta trivio), e il dorso, formato da due aree ambulacrali (detto
bivio). La distinzione fra bivio e trivio è tuttavia spesso difficoltosa poiché
è in rapporto allo sviluppo dei pedicelli ambulacrali, i quali spesso vanno
incontro ad involuzione.
Anteriormente è posizionata la bocca, circondata da una corona di tentacoli
diversamente sviluppati e con fogge differenti nelle singole specie; questi
derivano dal sistema acquifero e non sono altro che pedicelli ambulacrali modificati.
Bocca e tentacoli sono completamente retrattili nello spessore della parete
del corpo. Questa si caratterizza per avere delle piastre calcaree (le spicole),
la cui forma è differente nelle singole specie; sono quindi utili alla loro
classificazione e, spesso, risultano l’unico strumento per separare le specie
fra loro.
Le Oloturie si muovo attraverso la contrazione di cinque fasci muscolari molto
sviluppati che decorrono lungo la superficie del corpo; nelle specie che presentano
i podia, questi coadiuvano i muscoli nella deambulazione. Il sistema acquifero
ha in questi animali più che altro la funzione di regolare la pressione al livello
dei tentacoli orali; quindi il suo ruolo è diretto verso la cattura del cibo.
La nutrizione è strettamente microfaga, cioè si nutrono di piccole particelle
o di piccoli organismi (microbenthos o microplancthon) i quali sono introdotti
nella bocca attraverso i tentacoli. Nelle specie che ingurgitano porzioni intere
di sedimento, la selezione del particellato organico avviene al livello dell’intestino.
Le Oloturie sono note (soprattutto ai subacquei incauti) per il fenomeno dell’eviscerazione
degli organi interni. Nella cloaca, collocata posteriormente, sboccano i tubi
di Cuvier, tubi digitiformi di vario numero cui è attribuibile loro una funzione
difensiva. I tubi di Cuvier producono infatti una secrezione vischiosa che intrappola
l’eventuale aggressore; questi organi sono comunque rigenerabili. Durante l’escrezione
vengono espulsi anche i polmoni acquiferi, organi preposti alla respirazione
dell’animale, e spesso anche parte dell’intestino.
Per quanto riguarda la riproduzione, sono generalmente gonocorici
(hanno cioè sessi separati) tranne gli Apodi, i quali sono ermafroditi contemporanei.
La fecondazione è esterna. Ogni individuo rilascia infatti in balia dei movimenti
del mare una massa di spermatozoi e uova. È tipica la loro postura durante il
rilascio dei gameti (le cellule sessuali): la parte anteriore del corpo viene
sollevata dal fondale in maniera tale da permettere una dispersione più efficiente
dei prodotti sessuali.
Lo sviluppo larvale è piuttosto complesso, caratterizzandosi per avere più fasi:
auricularia, doliolaria, pentactula.
Per lo più animali bentonici (sia di fondi duri che mobili), comprendono
anche forme pelagiche e demersali. Comprendono oltre 400 specie, di cui 29 reperite
lungo le coste italiane. Sono suddivisi in cinque ordini: Dendrochiroti, Aspidochiroti,
Elasipodi, Molpadidi, Apodi.
In molte popolazioni costiere orientali le Oloturie sono utilizzate come fonte
di cibo. Tale tradizione alimentare è presente anche in Europa, soprattutto
in Francia e Spagna; non si hanno tuttavia molte informazioni poiché il loro
utilizzo come cibo è piuttosto puntiforme.
A questo punto seguirebbe la trattazione sulle restanti quattro classi di Echinodermi.
Preferisco tuttavia rimandare il tutto ad un prossimo articolo; è infatti un
phylum molto “duro” e spesso non “digeribile”. Evitando quindi di sconvolgere
il lettore con le successive pagine su ricci, stelle e stelle serpentine, vi
do appuntamento alla prossima lettura.
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