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Biodiving: photosub, marine biology, diving school

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Pozioni... velenose!
di Nicoletta GIBERTI

I veleni e le biotossine che molti animali marini utilizzano per offesa e difesa sono sostanze chimiche prodotte da apposite ghiandole. Non sempre questi veleni hanno scopi difensivi od offensivi in quanto a volte il loro utilizzo è a fini nutritivi per esempio se le responsabili della produzione sono delle ghiandole salivari.

Queste sostanze immobilizzano momentaneamente la preda per riuscire a catturarla e mangiarla. Al contrario ghiandole poste alla base di spine o aculei producono sostanze a fini difensivi.
Alcune di queste pozioni chimiche che sono così numerose in natura hanno poi avuto applicazioni in campo medico e farmaceutico.
La dimensione dell’animale non deve ingannare il subacqueo in quanto spesso proprio le creature più piccole sono le più pericolose!!


  
Caravella portoghese (Physalia physalis)
Foto di Roberto SOZZANI
@ Panoramica marina

Molti Cnidari presentano nematocisti che possono provocare ustioni anche gravi ed abbastanza dolorose…tutti conoscono le bellissime meduse che come cristalli fragili non vanno toccate: non perché rischiano di rompersi ma perché rischiano di lasciarci delle bolle da ustione sulla pelle!

L’incredibile caravella portoghese, che raramente si fa vedere ma che popola tutti i mari, (Physalia physalis) ha tentacoli lunghissimi e le nematocisti presenti contengono un veleno tanto doloroso che è possibile svenire se si viene colpiti.


  
Idrozoo (Millepora dichotoma)
Foto di Alberto ROMEO
E certo chi è stato in Mar Rosso avrà visto lo splendido corallo di fuoco (Millepora dichotoma) e se un po’ curioso lo avrà anche toccato, bene l’ustione è assicurata in quanto anch’esso, come tutti gli appartenenti al Phylum degli Cnidari, presenta nematocisti.

Anche i molluschi sono dotati di queste pozioni chimiche... avete mai visto un polpo che si nutre di un granchio o di una qualsiasi forma vivente in grado di difendersi? Sicuramente rimarreste stupiti nel vedere la preda assopita abbandonarsi rassegnata ai tentacoli del polpo. La preda è impazzita o soffre di depressione???


  
Polpo comune (Octopus vulgaris)
Foto di Giancarlo LA FACE
No, il polpo ha sputato un veleno sulle sue branchie o in una ferita da lui stesso provocata che l’ha stordita!
I piccoli pungiglioni che si vedono sulla coda della razza e che le hanno fornito il nome inglese Sting ray sono dotati di veleno e la peculiarità sta nel fatto che questi pungiglioni somigliano a piccole frecce che facilmente penetrano nella preda o nell’aggressore ma difficilmente fuoriescono così il veleno ha ingresso assicurato.
Considerando adesso i Teleostei i primi da osservare, presenti nei nostri mari, sono gli scorfani e tutti quelli che somigliano.


  
Scorfano nero (Scorphaena porcus)
Foto di Alberto ROMEO
Lo scorfano comune (Scorpanea porcus) presenta spine dorsali che iniettano veleno se vengono sfiorate. Spesso le punture di questi animali sono “curabili” o comunque è possibile limitare il dolore con terapie ad acqua calda ma è sempre meglio rivolgersi ad un esperto prima di azzardare terapie casalinghe.



  
Pesce pietra (Synanceia verrucosa)
Foto di Roberto SOZZANI
Conosciuto, non sicuramente per la sua bellezza, ma per la sua pericolosità è il pesce pietra (Synanceia verrucosa, horrida, trachynis) che presenta grosse e robuste spine collegate a ghiandole velenifere, la sua incredibile capacità di mimetizzarsi fra le rocce unita a questo veleno potentissimo fanno di lui un pesce particolarmente pericoloso in quanto il subacqueo distratto può ferirsi a morte.



  
Pesce cobra (Pterois miles)
Foto di Roberto SOZZANI
Similmente i pesci leoni o cobra (Pterois volitans, radiata..) presentano sempre aculei velenosi sulla pinna dorsale; a differenza del pietra questi pesci sono facilmente visibili e riconoscibili quindi facili da evitare!

La lista continua ma il mio intento era solo quello di fare una panoramica delle specie più conosciute e più facili da incontrare. Quando ci immergiamo o semplicemente facciamo snorkelling lasciamo dunque alla vista il massimo piacere sia per evitare spiacevoli inconvenienti che per salvaguardare quello splendido ecosistema che emoziona appassionati e non.


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