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Biodiving: photosub, marine biology, diving school

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  Gli Articoli di MondoMarino.net
Branchi e banchi
di Raffaele MINASI


  
Barracuda pinna nera (Sphyraena putnamiae)
Foto di Yuri BAUTTA
Se numerose persone, senza alcun accordo preventivo, cominciassero a correre contemporaneamente per poi invertire repentinamente la direzione di marcia e, dopo essersi fermate, ripartire ancora una volta all'improvviso, certamente creerebbero un caos indicibile.
Cosa che invece non accade con centinaia di pesci della stessa specie che, riuniti in un "banco", sono in grado di eseguire con perfetta sincronia una serie d'improvvise evoluzioni, guidati solo da un istinto connaturato in ogni singolo componente che spinge esemplari della stessa specie e spesso di uguale taglia a condurre questo tipo di vita di aggregazione.

E' infatti accertato che alcuni soggetti, isolati per esperimento fin da piccoli dalla loro comunità, una volta reinseriti in essa e superate alcune iniziali difficoltà, nel giro di un breve lasso di tempo riescono a riassumere la loro posizione iniziale.
Questa forma di aggregazione, che riesce ad usufruire di benefici di natura mutualistica, può essere considerata alla stregua di un vero e proprio super-organismo, formato da una molteplicità di soggetti sottoposti a regole istintive ben precise e la cui attuazione avviene attraverso le percezioni sensoriali dei singoli membri.
Se trattasi di un vero e proprio banco oppure di individui che si sono aggregati per occasionali e specifiche esigenze, può essere constatato solo dal comportamento dei componenti in caso di pericolo: quelli di un banco si muovono all'unisono, riunendosi e spostandosi rapidamente, mentre quelli di un aggregamento si sparpagliano ed ogni componente si muove indipendentemente dagli altri componenti.

Nel banco ciascun pesce nuota con la testa situata all'altezza della metà del corpo degli altri due che lo precedono da entrami i lati e l'intero gruppo assume una disposizione a spirali sfalsate, detta a "quinconce", assetto che permette a migliaia di occhi di scrutare le acque aumentando le possibilità di avvertire un eventuale pericolo e di mettere in allerta l'intera formazione che sarà in grado di opporre la sua strategia di difesa. Aprendosi e richiudendosi, il banco inizia allora una serie di movimenti ritmati ed i rapidi cambiamenti di direzione disorientano l'aggressore che, frastornato, cercherà di sferrare l'attacco solo contro gli individui più deboli o più sfibrati del gruppo.


  
Pesce vetro (Parapriacanthus ransonneti)
Foto di Pier Giovanni GAGLIARDI
Caratteristico è invece il sistema di difesa adottato dai pesci di piccola taglia come i fucilieri ed i pesci di vetro: essi si muovono compatti e nuotando più vicini del solito, riescono ad apparire come un unico essere gigantesco, dall'aspetto dissuasivo, atto a scoraggiare l'eventuale predatore. Oltre alla comune difesa il banco è di grande utilità per la ricerca del cibo: gli erbivori pesci chirurgo si riuniscono numerosi e quando trovano i fondali prescelti già occupati da competitori territoriali, riescono a scacciarli.

Per quelli che vivono in acque libere, come i carangidi, la caccia in gruppo è più facile che non per il singolo individuo ed una volta catturata la preda da parte dei più abili del banco, tutti i componenti se ne potranno cibare.

I grossi pesci che compiono lunghe migrazioni stagionali, come i barracuda mediterranei, muovendosi insieme sfruttano reciprocamente le correnti di acqua create da chi gli nuota accanto ottenendo in tal modo un notevole risparmio di energie, cosa che permette loro di compiere spostamenti notevoli, a volte di migliaia di km, distanze che i singoli componenti non sarebbero in grado di percorrere isolatamente.


  
Emulide (Haemulon album)
Foto di Yuri BAUTTA
La perfetta sincronia di movimenti di queste grandi masse unitarie, che riescono a muoversi come se fossero un solo gigantesco animale con centinaia di teste e di pinne, è resa possibile da un organo, posseduto solo dai pesci e la cui funzione è rimasta per lungo tempo sconosciuta, è la c.d. linea laterale. Questa, situata lungo entrambi i fianchi del corpo si estende dalla testa alla coda ed è costituita da un canale nel quale scorre un liquido vischioso simile al muco che, situato sotto la pelle, comunica con l'esterno attraverso dei pori che attraversano le squame del pesce ad intervalli più o meno regolari collegandosi poi ad un nervo sottostante, fornito di terminazioni sensorie che corre parallelo ad essa.
La sua funzione principale consiste nel permettere al pesce di percepire le vibrazioni a bassa frequenza da esso emesse e riflesse dai corpi circostanti, riuscendo così a fargli rilevare gli ostacoli che incontra sul proprio cammino.
Quella secondaria, ma non meno importante, è di poter fargli avvertire le brusche variazioni della temperatura esterna mettendolo in guardia che sta per entrare in acque pericolose per la sua vita, essendo un animale stenotermico.
Privo della linea laterale dunque, ogni pesce non avrebbe alcun controllo della sua vita di relazione e della temperatura ambientale e sarebbe destinato in breve tempo a morte sicura.

Sembra, inoltre, che un banco conservi durante le migrazioni una memoria migliore ed una maggiore capacità di orientamento, facilitazioni secondo il Dunn dovute a questo organo che pare possieda anche una sensibilità elettromagnetica che consentirebbe un miglior orientamento durante le stagionali migrazioni.

Ed in tutti i mari del globo, quotidianamente e da millenni hanno luogo questi spettacolari caroselli, la cui perfezione è governata dalla eterna legge dettata saggiamente dalla natura per la sopravvivenza di ogni specie.


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