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venerdì 16 marzo 2012

Il senso dei giovani pesci per le mangrovie e i compagni di branco


Un team di scienziati dell'università olandese di Radboud di Nijmegen e britannici dell'università di Bristol ha scoperto come i giovani pesci della barriera corallina utilizzino suoni, odori e vista per nuotare dal mare aperto e trovare un branco di loro simili nascosto tra le radici delle mangrovie o tra le alghe e riprodursi.
I ricercatori spiegano in maniera molto semplice i risultati del loro studio: «Avete mai dovuto trovare un vostro amico in mezzo alla folla? Immaginate che a un festival il vostro compagno dica: "Sono quello che indossa una t-shirt gialla allo stand degli hotdog dietro il palco del jazz" Utilizzando queste informazioni, è possibile andare in giro ad ascoltare il contrabbasso scatenarsi e, come ci si avvicina, iniziare a sentire gli squilli di tromba, cominciare a annusare le cipolle fritte e le le salsicce sfrigolanti. Una volta individuato lo stand degli hotdog, dovete solo cercare una t-shirt giallo brillante e troverete il vostro amico. I giovani pesci della barriera corallina utilizzano la stessa strategia».
La salute del mare e della sua fauna è minacciata in tutto il mondo da una serie di fattori che comprendono i rifiuti, l'inquinamento industriale e la pesca eccessiva. Secondo la Commissione europea, nei mari dell'Ue doove sono state esaminati gli habitat e le specie marine, «La maggior parte è stata trovata in condizioni sfavorevoli o sconosciute» e «Solo il 10% degli habitat e il 2% delle specie (è) in buone condizioni».
Ivan Nagelkerken, che al tempo dello studio lavorava all'università Radboud ed ora è alla School of Earth and Environmental Sciences dell'università di Adelaide, Australia, sottolinea che «Questo studio dimostra il complesso comportamento assunto dal giovane novellame nella barriera corallina ed evidenzia l'importanza di mantenere un mosaico di habitat differenti e popolazioni locali in salute per fare in modo che la specie Haemulon flavolineatum (Pesce porco francese, ndr), e molti altri pesci simili, riescano a completare il proprio ciclo di vita».
Quindi lo studio "A test of the senses: fish select novel habitats by responding to multiple cues' pubblicata si "Ecology" avrebbe risolto il mistero di come il novellame lungo pochi centimetri possa nuotare dall'alto mare alla costa per trovare un branco di loro simili in mezzo alle radici delle mangrovie o alle praterie di fanerogame.
Per realizzare la ricerca e scoprire come si orientano i giovani Haemulon flavolineatum, una specie comune nei Caraibi, il team anglo-olandese ha studiato sul campo suoni, odori e segnali visivi. Prima, utilizzando delle camere a scelta acustica, ha verificato da quali rumori ambientali era attratto il pesce porco olandese. I ricercatori hanno scoperto che i pesci arrivati da poco, quelli che erano appena ritornati vicino alla costa dopo essersi sviluppati nel plankton per diverse settimane, erano più attratti da registrazioni sonore della barriera corallina. Però non si stabiliscono nella barriera corallina che può essere un luogo pericoloso per un giovane pesce: cercano la relativa sicurezza delle zone di riproduzione tra le mangrovie e le distese di alghe, dove crescono per i primi mesi di vita.
Nel secondo esperimento sono stati utilizzati labirinti olfattivi a forma di "Y", per verificare da quali odori ambientali siano attratti i pesci: questa volta gli Haemulon flavolineatum non erano attratti dagli odori della barriera corallina, ma agli odori degli ambienti e dei fondali fangosi tra le alghe, le praterie sottomarine e le mangrovie.
Chantal Huijbers dell'Università Radboud, spiega: «Sembra che per trovare la costa il pesce utilizzi il rumore della barriera corallina, che è il più forte rumore di un habitat e può essere sentito dai pesci da distanze di centinaia o migliaia di metri. Una volta arrivati in prossimità del luogo giusto, possono fiutare gli habitat preferiti per la riproduzione».
Nel terzo esperimento, il team ha verificato se i pesci siano attratti dalla vista di un habitat adatto o da pesci simili per formare un banco. Osservando il loro comportamento in uno spazio quadrato, hanno scoperto che i pesci non erano in grado di scegliere tra diversi tipi di habitat, ma che sono molto attratti dalla vista di pesci dall'aspetto familiare.
Il quarto test ha studiato la forza di questa attrazione verso gli altri pesci. Il team ha utilizzato il labirinto olfattivo a Y e ha permesso al pesce di identificare il suo odore preferito, poi ha aperto una "finestra" per permettergli di vedere altri suoi simili. Poi i ricercatori hanno cambiato gli odori, ma hanno scoperto che il pesce ignorava la scomparsa del suo odore preferito e sceglieva di mantenere il contatto visivo con i suoi nuovi compagni nel branco di pesci: «Questo suggerisce che una volta stabilito il contatto visivo, gli altri segnali diventano meno importanti. La loro missione è compiuta».
Steve Simpson, biologo marino ed ecologo dei pesci all'Università di Bristol, conclude: «Questo è il primo studio a osservare la gerarchia dei vari stimoli sensoriali che permettono al giovane novellame di riuscire ad orientarsi e ad avere salva la vita. Prima l'udito e poi l'olfatto guidano i pesci a livello macro, ma è poi la vista a prendere il sopravvento a livello "fine" quando il pesce localizza il nuovo banco formato da suoi simili».

Fonte: greenreport.it

News controllata da: Ernesta LA FACE


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