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lunedì 16 aprile 2012

Le tartarughe verdi cercano le Aree marine protette


Un team di ricercatori internazionale, del quale fa parte anche Paolo Luschi del Dipartimento di biologia dell'Università di Pisa, ha pubblicato su Global Ecology and Biogeography lo studio "Global analysis of satellite tracking data shows that adult green turtles are significantly aggregated in Marine Protected Areas" che, utilizzando le tecnologie di rilevamento vengono spesso utilizzate per indagare le complesse migrazioni dei vertebrati marini, consentono di individuare minacce ed attenuare le minacce alle specie in diverse zone.

Il team di scienziati, coordinati dall'università britannica di Exeter e provenienti anche da Australia, Francia (La Reunion e Guadelupe), Grecia, Indonesia, Isole Cayman, Portogallo, Turchia ed Usa, ha condotto un'analisi globale delle aree di foraggiamento di 145 esemplari di tartarughe verdi (Chelonia mydas) adulte, in 28 siti per la nidificazione, munite di dispositivi per il controllo satellitare, incrociando i dati con le aree marine protette e i loro livelli di salvaguardia secondo i parametri dell'International union for conservation of nature (Iucn).

I ricercatori spiegano su Global Ecology and Biogeography che «La tartaruga verde ha una distribuzione in gran parte circumtropicale, con gli adulti che migrano fino a migliaia di chilometri tra le spiagge di nidificazione e le aree di foraggiamento, in genere in praterie costiere o letti algali. Abbiamo eseguito una valutazione dei progetti di tracciamento satellitare che ha seguito i movimenti delle tartarughe verdi negli habitat tropicali e subtropicali.

Questo approccio è stato facilitato dall'uso del Satellite Tracking and Analysis Tool (http://www.seaturtle.org) e dall'integrazione dei dati pubblicamente disponibili sulle Aree marine protette (Amp). I risultati  ci mostrano che le tartarughe aggregati nelle aree marine protette istituite sono molte di più di quanto ci si aspetterebbe nel caso si considerino a livello globale (il 35% di tutte le tartarughe erano situate all'interno di aree marine protette) o separatamente o per bacino oceanico (Atlantico 67%, Indiano 34%, Mediterraneo 19%, Pacifico 16%). Inoltre, si dimostra che la dimensione, il livello di protezione e il periodo di istituzione delle Amp incide sulla probabilità che le Amp contengano aree di foraggiamento delle tartarughe, sottolineando l'importanza di riserve di grandi dimensioni e ben consolidate».

Gli autori dello studio scrivono: «Nonostante i limiti dei dati di monitoraggio via satellite attualmente disponibili, i risultati mostrano chiaramente che le tartarughe verdi adulte in cerca di cibo si trovavano nelle Amp molto più spesso di quando ci si aspetterebbe che avvenga casualmente. Potremmo ragionevolmente aspettarci che le Amp siano più sane rispetto ad altre zone marine costiere e quindi un habitat migliore/più sicuro per le specie sfruttate, specialmente se c'è una retroazione positiva con questi grandi consumatori che preserva la qualità dell'habitat. Le Amp sono zone dell'oceano dove le attività marine sono limitate. Gli Stati e le organizzazioni non governative (Ong) sono responsabili del regolamento di queste zone. Le Amp dei tropici sono spesso ricche di piante acquatiche e alghe, che a loro volta sono usate dalle tartarughe come cibo. Precisiamo che il foraggiamento aiuta anche a mantenere questi habitat. Esistono diverse categorie di Amp e quelle protette più rigorosamente sono mantenute solo a fini scientifici».

Brendan Godley, del Centro di ecologia e conservazione dell'università di Exeter, sottolinea che «La nostra panoramica globale ha rivelato che le tartarughe marine compaiono nelle aree marine protette molto più frequentemente di quanto ci si possa aspettare avvenga per caso. C'è stato un dibattito sul valore delle Amp, ma questa ricerca fornisce prove convincenti che possono essere efficaci in quanto habitat sicuri di foraggiamento per le grandi creature marine, come le tartarughe verdi. Il lavoro di monitoraggio via satellite svolto dall'università di Exeter ha avuto un ruolo importantissimo in quanto ci ha permesso di determinare il valore delle Amp in un modo che prima non sarebbe mai stato possibile».

Il team di ricerca conclude: «I nostri risultati costituiscono una prova del tutto convincente dell'efficacia delle Amp esistenti nel circoscrivere importanti habitat di foraggiamento per un megavetebrato marino»
Insomma, le tartarughe marine stanno utilizzando le Amp per proteggersi dalle minacce della pesca e per trovare cibo ed oltre un terzo delle tartarughe verdi del pianeta hanno le lorio aree di foraggiamento e nidificazione all'interno di Amp, «Cifre molto più alte di quanto si prevedesse, perché soltanto un piccolo numero di mari poco profondi è stato incluso nelle Amp», spiega il bollettino scientifico dell'Ue Cordis.

In generale, il 21% delle Chelonia mydas sono state trovate in Amp protette in maniera più rigorosa e nelle Amp di più vecchia istituzione c'erano maggiori probabilità di trovare tartarughe.

Commentando i risultati della ricerca, Richard Benyon, ministro britannico della pesca, ha detto: «Questo studio svela alcuni dei segreti che circondano il ciclo vitale delle tartarughe marine, i cui movimenti sono sempre stati un mistero. I risultati significano che gestiremo meglio gli oceani e proteggeremo gli habitat delle tartarughe che sono fondamentali per la loro sopravvivenza».

Fonte: Greenreport

News controllata da: Franco IANNELLO


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