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  Gli Articoli di Medicina di MondoMarino.net
Punture di animali marini
- Come intervenire -
di Nicola CADEL

Molti animali posseggono ghiandole del veleno che secernono sostanze di cui si servono per paralizzare o uccidere le prede prima di cibarsene o per difesa contro i predatori. Pur non essendo di regola aggressivi nei confronti dell'uomo, se vengono calpestati o disturbati, o se avvertono la presenza umana come minacciosa per la prole, si difendono mordendo o pungendo l'intruso ed inoculandogli il liquido velenoso. Questo agisce di solito localmente (per lo più come necrotizzante), ma in alcuni casi può anche provocare un avvelenamento generale.

  
Polmone di mare (Rhizostoma pulmo)
Foto di Daniele LOREFICE
Numerosi e zoologicamente diversissimi sono gli animali marini che possono infliggere all'uomo danni dovuti alle sostanze velenose di cui sono provvisti per la cattura delle prede e/o per la difesa.
Per quanto riguarda i Celenterati, è ben noto come il contatto con i tentacoli delle meduse presenti nei nostri mari provochi lesioni orticarioidi lineari dolorose, ma di breve durata. Queste lesioni sono dovute a scariche di nematocisti, cioè di strutture capsulari filamentose contenenti sostanze ad azione orticante e/o tossica che vengono emesse da cellule specializzate (cnidoblasti) dei tentacoli.
In alcune specie di meduse - come Carukia barnesi e Chironex fleckeri, entrambe stanziali nei mari australiani - la tossicità delle nematocisti è tale da indurre manifestazioni sistemiche gravi (cardiotossiche nel caso di Chironex), a volte anche ad esito letale.
Anche le attinie (anemoni di mare) possono essere causa di reazioni cutanee orticarioidi.

Ecco che cosa fare se vi capita un incontro con queste creature marine:

  • sciacquate immediatamente l'area dolorante con acqua salata; non usate acqua dolce, che attiverebbe le cellule urticanti non ancora rotte; per la stessa ragione, non sfregate la pelle;
  • neutralizzate le cellule urticanti; alleviate il dolore sciacquando l'area con una delle sostanze indicate di seguito, prima agite meglio è; il sollievo può durare solo un'ora o due, quindi riapplicate il liquido quando occorre:
    • Alcol - distribuite dell'alcool sulle zone interessate; anche se è meglio usare l'alcol denaturato, potete usare vino, liquori o qualsiasi altro liquido alcolico che abbiate sottomano;
    • Aceto - si raccomanda di mettere aceto sulla lesione appena potete; non sarebbe male portarsi una bottiglia di aceto ogni volta che andate in spiaggia;
    • Ammoniaca - anche l'ammoniaca è efficace; un vecchio trucco delle popolazioni marine è tamponare la zona con l'urina della persona lesionata.

Se ci sono tentacoli attaccati alla pelle è il momento di toglierli però, naturalmente, non toccateli con le mani nude; usate una di queste tecniche:

  • proteggetevi le mani con un panno o un tovagliolo di carta;
  • usate della crema da barba e radete via i tentacoli con dolcezza;
  • se questo non è pratico, applicate una pasta di sabbia ed acqua salata; poi grattate via i tentacoli con un coltello, una carta di credito di plastica o qualche altro strumento affilato;
  • potete anche applicare una pasta di bicarbonato e acqua di mare, procedendo poi come sopra;
  • curare i sintomi; provvedete al bruciore e all'infiammazione con medicinali specifici;
  • date sollievo alla pelle bruciante con degli antistaminici;
  • riducete il gonfiore con una crema all'idrocortisone;
  • se il dolore persiste prendete un antidolorifico;
  • fate un'antitetanica; l'acqua di mare ripulisce la zona della lesione, però non sterilizza le ferite; assicuratevi che la vostra vaccinazione antitetanica sia ancora valida.
  
Conide (Conus textile)
Foto di Erwin KOEHLER
Tra i Molluschi, i Neogasteropodi del genere Conus, che colonizzano le barriere coralline tropicali, sono dotati di un rostro che proiettano "a dardo" nei tessuti della vittima ed attraverso il quale inoculano in profondità il veleno. Nell'uomo la puntura provoca, oltre ad un forte dolore e ad un cospicuo edema locale, anche allarmanti sintomi neurotossici.
Seri disturbi neurologici possono essere causati anche dal morso di un cefalopode abbastanza comune nei mari australiani, Octopus maculosus, fornito di un grosso e solido "becco". Infine, è degno di menzione che in mitili ed ostriche possono, in certe condizioni, accumularsi sostanze tossiche. Non si tratta però di un veleno in senso stretto ma di tossine termostabili prodotte da protozoi di cui questi molluschi si nutrono. Quindi, se ingeriti dall'uomo, possono dar luogo a turbe neurologiche di gravità assai variabile, che in qualche caso sfociano in una sindrome paralitica con insufficienza respiratoria irreversibile.

Alcune centinaia di specie di Pesci sono provviste di aculei o spine connessi a ghiandole produttrici di sostanze irritanti che, se inoculate nella cute umana, sono responsabili di dolore acuto, edema e, a volte, necrosi circoscritte.
E' il caso di vari pesci comuni nei nostri mari (razza, pesce-ragno, pesce-gatto, scorfano, etc.) e di molti pesci dimoranti nei mari tropicali, come il pesce-pietra ed i grandi dasiatidi, possono indurre una sintomatologia generale di tipo prevalentemente cardio e neurotossico, sovente con convulsioni e shock.


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