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Gobide Mar Rosso

Stampato da: MondoMarino.net
Categoria: Biologia Marina
Nome del Forum: Identificazione specie
Descrizione del forum: Hai visto o fotografato una specie che non riesci proprio a classificare? Carica qui una o più foto, o descrivila anche solo con un disegno, i nostri biologi proveranno a risolvere l'enigma.
URL: http://www.mondomarino.net/forum/forum_posts.asp?TID=7118
Data di Stampa: 23 Febbraio 2020 alle 21:23


Topic: Gobide Mar Rosso
Postato da: snorkel
soggetto: Gobide Mar Rosso
Postato in data: 30 Novembre 2018 alle 10:43
Questo bel gobide somiglia ad un ghiozzo partner ma l'ho visto solitario e non di vedetta alla tana col gamberetto.





Risposte:
Postato da: snorkel
Postato in data: 02 Dicembre 2018 alle 13:22
L'avrei identificato come Ghiozzo Farfalla - Amblygobius albimaculatus


Postato da: sughero
Postato in data: 09 Dicembre 2018 alle 11:45
Sarei più propenso per "Amblygobus semicintus" per la puntinatura delle pinne dorsali. Le macchie sulla coda che penso ti abbiano orientato per l'albimaculatus sono molto variabili nella semicintus da una a quattro/cinque ed in antrambe le specie ma anche in altri gobidi la colorazione chiara della coda.

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Gianemilio


Postato da: snorkel
Postato in data: 13 Dicembre 2018 alle 22:43
Grazie Gianemilio, lo ho catalogato come mi hai detto .


Postato da: rpillon
Postato in data: 03 Febbraio 2019 alle 09:17
Non trovo segnalazioni di Amblygobius semicinctus per il Mar Rosso né in Fishbase, né WoRMS anche se la sua distribuzione ne lambisce la parte più meridionale. Per Amblygobius albimaculatus invece è accertata la sua presenza in tutto il Mar Rosso.

Nei maschi di Amblygobius semicinctus non vedo mai un contorno blu per i tre ocelli spesso presenti nella seconda dorsale, contrariamente ai maschi di Amblygobius albimaculatus in cui praticamente tutti gli esemplari con le tre macchie visibili (talvolta se ne vedono bene solo due) hanno tipicamente il contorno blu. In questo esemplare sono ben visibili, non so comunque se sia un carattere diagnostico ma comunque io ne terrei conto.

Pur essendo i raggi della prima dorsale un po' lunghi non lo sono tanto da escludere Amblygobius albimaculatus che a mio avviso rimane una possibile identificazione.


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Roberto


Postato da: sughero
Postato in data: 03 Febbraio 2019 alle 22:38
La diffusione delle specie di FishBase devono essere piuttosto datate.
Come ben sai, nonostante la nutrita documentazione da te proposta e risalente ormai a parecchi anni fa, la Fistularia non è segnalata nel Mediterraneo. Neppure per gli Arothron è stata aggiornata la mappa. Non conosco WoRMS.
Pur con la notevole variabilità in livree tanto complesse, motivi di dubbio sussistono e come giustamente affermi, sono da considerare.
Peccato che una bella immagine, non consenta consenta un'indagine del DNA


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Gianemilio


Postato da: rpillon
Postato in data: 03 Febbraio 2019 alle 23:10
In realtà Fishbase nella distribuzione di Fistularia commersonii ne segnala la presenza dal 2000 nel Mediterraneo, è www.aquamaps.org (a cui Fishbase si appoggia per l'aspetto grafico delle mappe) che non ha aggiornato la mappa. Ci sono spesso differenze tra le informazioni delle mappe di Aquamaps e la distribuzione descritta da Fishbase, purtroppo non sempre l'informazione più affidabile è quella di Fishbase.

Sugli Arothron non sono molto aggiornato ma nella lista del CIESM non è riportata nessuna specie per il Mediterraneo. Mi risulterebbero solo degli avvistamenti occasionali a Cipro per Arothron hispidus ma si tratta di avvistamenti del 2018 e momento non sembra una popolazione stabile.


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Roberto


Postato da: sughero
Postato in data: 04 Febbraio 2019 alle 09:48
Per gli Arothron già da cinque o sei anni, in Turchia, vi sono stati almeno due decessi, di questi mi è capitato di leggere, perché ne ignoravano la tossicità.
Non solo pesci, lupi e orsi migrano senza preavvisarci; perfino i coralli. Alle Maldive dopo lo tsunami del 2004 è comparso il bellissimo corallo ceruleo "Heliopora coerulea" a migliaia di km dai suoi insediamenti. In natura nulla è scontato o prevedibile.


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Gianemilio


Postato da: rpillon
Postato in data: 04 Febbraio 2019 alle 14:23
Ma quali sarebbero esattamente le specie di Arothron che sarebbero state pescate in Turchia?

Io trovo solo una recentissima pubblicazione del 2018 sul primo ritrovamento in Mediterraneo (a Cipro) di Arothron hispidus. Mi sembra strano che né Fishbase, né il CIESM se ne siano accorti se ci fossero queste specie da anni in Mediterraneo.
Non è che i turchi si siano mangiati altri pesci palla della famiglia dei Tetraodontidae arrivati dal Mar Rosso e la cui presenza è ben nota (e descritta sia dal CIESM che da Fishbase) come Lagocephalus guentheri, Lagocephalus suezensis, Sphoeroides pachygaster, Torquigener flavimaculosus, Lagocephalus sceleratus, Sphoeroides marmoratus, Tylerius spinosissimus?

Sicuramente le informazioni sulla distribuzione dei pesci non sono sempre esatte e aggiornate ma di norma se parliamo di siti affidabili come Fishbase, Red List, CIESM sono abbastanza accurate: di errori ne conosco più di uno ma non sono certo un colabrodo.
    

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Roberto


Postato da: sughero
Postato in data: 04 Febbraio 2019 alle 18:03
Era un banalissimo articolo di un quotidiano on-line. Era d'estate, ho memorizzato il fatto ma non ricordo quale quotidiano. Riferiva che in Turchia un pescatore, senza specificare se professionale o sportivo, aveva salpato un pesce palla e consumatolo due persone erano decedute. La foto associata era di un hispidus, ma conoscendo come ricercano nei database le immagini per completare quegli articoli, poteva trattarsi d'altro. Si dilugava poi circa la pericolosità, sconsogliandone l'uso. Non sono normalmente però, simili segnalazioni, di un dato sicuramente reale, che fanno bibliografia.
Permettimi alcune ulteriori considerazioni. Per molto tempo l'ittiologia non è vissuta sull'osservazione in acqua, ma sulle banchine dei porti con il pescato delle reti. Anche un sito importante come FishBase è zeppo d'immagini di pesci ormai marci, tutti dello stesso color cadaverico. Ancora oggi in buona parte è così, pur con immagini da smartphone con almeno colori più probabili. Purtroppo i professionisti del mare, biologi e accompagnatori sub, sono più interessati a mante, squali, cetacei, tartarughe che a specie minuscole e, normalmente, si guardano bene dal collaborare con i siti, sostenuti soprattutto dagli appassionati. Quando in questi anni cercavo chiarimenti ai miei dubbi, rivolgendomi loro, beh, mi sono tenuto i miei dubbi.


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Gianemilio


Postato da: rpillon
Postato in data: 04 Febbraio 2019 alle 20:23
Si, hai ragione che molte foto su Fishbase sono desuete. La parte fotografica del sito è curata molto, molto male, non sono attenti nel gestirla e non sono minimamente capaci a coinvolgere e valorizzare i fotografi più bravi e capaci che potrebbero dare una svolta al tutto.
Per contro, la parte tassonomica e descrittiva è molto più curata di quanto si possa percepire con una visita fugace.
Nonostante tutto, a mio avviso, è ancora il sito più valido che esista. Inoltre, se si ha tantissima pazienza, negli anni si riesce a fargli correggere qualsiasi strafalcione e con le proprie foto è facile dare una grossa mano alle loro schede. Per il Mediterraneo, dopo molto anni di pazienza (e l'aiuto di alcuni amici fotografi semi-professionisti), posso dire che ora praticamente non ha errori ed è diventato uno dei migliori database (superato per affidabilità solo da www.fish-watch.org).


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Roberto



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