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  <title>Forum di MondoMarino.net : Raccolta Articoli</title>
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  <description>Questo  il feed XML di; Forum di MondoMarino.net : Raccolta Articoli : ultimo 10 Posts</description>
  <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:24:15 UT</pubDate>
  <lastBuildDate>Tue, 18 Oct 2005 03:29:13 UT</lastBuildDate>
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   <title>Forum di MondoMarino.net</title>
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   <title>Raccolta Articoli : Chiusura temporanea di questa sezi&#111;ne</title>
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    <![CDATA[<strong>Autore:</strong> <a href="http://www.mondomarino.net/forum/member_profile.asp?PF=31">scubabob</a><br /><strong>Subject:</strong> Chiusura temporanea di questa sezi&#111;ne<br /><strong>Postato:</strong> 18 Ottobre 2005 alle 03:29<br /><br />Questa sezione è stata <span style="font-weight: bold;">temporaneamente</span>chiusa all'invio di nuovi messaggi, perchè è allo studio una suaristrutturazione, che prevede anche una più precisa regolamentazionesul contenuto dei messaggi, la loro fonte (che dovrà essere <span style="font-weight: bold;">sempre</span> indicata) e altri dettagli.<br><br>Resta comunque aperta in lettura, quindi... buona consultazione! <img src="http://www.mondomarino.net/forum/smileys/smiley1.gif" border="0"><br>]]>
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   <pubDate>Tue, 18 Oct 2005 03:29:13 UT</pubDate>
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   <title>Raccolta Articoli : Parata serale</title>
   <link>http://www.mondomarino.net/forum/forum_posts.asp?TID=840&amp;PID=8287#8287</link>
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    <![CDATA[<strong>Autore:</strong> <a href="http://www.mondomarino.net/forum/member_profile.asp?PF=156">Alex</a><br /><strong>Subject:</strong> Parata serale<br /><strong>Postato:</strong> 11 Ottobre 2005 alle 15:11<br /><br />Altre news da <a href="http://www.lescienze.it/sixcms/detail.php3?id=11302" target="_blank">LeScienze.it</a>]]>
   </description>
   <pubDate>Tue, 11 Oct 2005 15:11:13 UT</pubDate>
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   <title>Raccolta Articoli : Adattamenti per vivere negli abissi</title>
   <link>http://www.mondomarino.net/forum/forum_posts.asp?TID=1574&amp;PID=7890#7890</link>
   <description>
    <![CDATA[<strong>Autore:</strong> <a href="http://www.mondomarino.net/forum/member_profile.asp?PF=423">stellinamare200</a><br /><strong>Subject:</strong> Adattamenti per vivere negli abissi<br /><strong>Postato:</strong> 25 Settembre 2005 alle 11:38<br /><br /><P>Vedo che ti sono serviti i files sulla bioluminescenza che ti ho inviato tempo fa<IMG src="http://www.mondomarino.net/forum/smileys/smiley2.gif" border="0"></P><P>Mi fa molto piacere<IMG src="http://www.mondomarino.net/forum/smileys/smiley14.gif" border="0"></P><P><IMG src="http://www.mondomarino.net/forum/smileys/smiley31.gif" border="0"></P><P>Aida</P><P>&nbsp;</P>]]>
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   <pubDate>Sun, 25 Sep 2005 11:38:52 UT</pubDate>
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   <title>Raccolta Articoli : Adattamenti per vivere negli abissi</title>
   <link>http://www.mondomarino.net/forum/forum_posts.asp?TID=1574&amp;PID=7886#7886</link>
   <description>
    <![CDATA[<strong>Autore:</strong> <a href="http://www.mondomarino.net/forum/member_profile.asp?PF=932">will.I.am</a><br /><strong>Subject:</strong> Adattamenti per vivere negli abissi<br /><strong>Postato:</strong> 25 Settembre 2005 alle 02:15<br /><br /><P><FONT size=3>E' difficile pensare che nelle pofondità oceaniche esistano forme di vita che si siano perfettamene adattate all'ambiente in cui vivono. Talvolta questi adattamenti sono stupefacenti. La maggioranza dei pesci abissali, ad esempio, è&nbsp;dotata di&nbsp;corpi dai tessuti&nbsp;molli per resistere alla fortissima pressione dell'acqua e bocche enormi con lunghi&nbsp;denti sporgenti per trattenere le prede, che in questo tipo di ambiente scarseggiano. In alcune specie c'è una grandissima differenza tra maschi (che&nbsp;rimangono minuscoli) e femmine&nbsp;(che&nbsp;sono invece&nbsp;enormi); quando un maschio incontra una femmina si attacca a lei con i denti fino a che i due corpi non si fondono insieme.&nbsp;Un'altra caratteristica&nbsp;comune tra gli animali abissali è la bioluminescenza; il colore della&nbsp;luce prodotta&nbsp;varia&nbsp;a seconda dell'organismo. Nella maggior parte dei casi la luce viene prodotta da batteri simbionti, che ricevono una superficie&nbsp;sicura su cui far crescere la colonia. La luce viene prodotta modificando la catena respiratoria che avviene nei mitocondri; al posto dell'anidride carbonica, infatti, si lega ossigeno ad alcuni elettroni producendo luce. Questa reazione viene catalizzata dall'enzima luciferasi, che si attiva solo attraverso una sostanza chiamata autoinduttore; questo si accumula con il crescere della colonia. Per questo un singolo batterio non è in grado di produrre luce, mentre una colonia che vive in simbiosi con un organismo invece si. Altre specie di batteri sono state trovate all'interno dei camini dei vulcani attivi (e quindi anche delle dorsali oceaniche), dove si hanno condizioni estreme, molto simili a quelle in cui si trovava la Terra poco dopo la sua formazione; si presume quindi che queste siano tra le prime forme di vita comparse sulla Terra, appartenenti al gruppo degli Archibatteri. Nelle vicinanze&nbsp;delle dorsali oceaniche si è sviluppato un ecosistema totalmente differente dal nostro. Qui vivono in fatti&nbsp;gamberi e vermi giganti&nbsp;che stazionano il molle fondale in cerca di cibo; ma la cosa più straordinaria è che i produttori primari (principalmente batteri), sintetizzano anidride solforosa, che esce di continuo dalle spaccature delle dorsali, al posto dell'anidride carbonica. Molti sono ancora gli organismi da scoprire e le cose da imparare; per questo sono in corso numerose ricerche. Basti pensare che un biologo trovò, su un fondale sabbioso, la carcassa di una balena che stava venendo divorata da strani vermi; analizzandoli in laboratorio scoprì che erano di una specie sconosciuta ed erano tutte femmine: i maschi vivevano all'interno di esse ed erano microscopici, servivano solo per la riproduzione.</FONT></P><span style="font-size:10px"><br /><br />Modificato da will.I.am</span>]]>
   </description>
   <pubDate>Sun, 25 Sep 2005 02:15:27 UT</pubDate>
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   <title>Raccolta Articoli : Le alghe</title>
   <link>http://www.mondomarino.net/forum/forum_posts.asp?TID=1525&amp;PID=7606#7606</link>
   <description>
    <![CDATA[<strong>Autore:</strong> <a href="http://www.mondomarino.net/forum/member_profile.asp?PF=932">will.I.am</a><br /><strong>Subject:</strong> Le alghe<br /><strong>Postato:</strong> 11 Settembre 2005 alle 01:39<br /><br /><FONT size=3>Il gruppo delle alghe appartiene al regno dei <EM>Protisti</EM> e si divide in sei gruppi, tre dei quali comprendono solo specie unicellulari (<EM>Chrysophyta, Euglenophyta e&nbsp;Dinoflagellati</EM>)&nbsp;ed altri tre che comprendono specie pluricellulari (<EM>Chlorophyta, Rhodophyta, Phaeophyta</EM>). Ogni specie si distingue dall'altra per il tipo di pigmenti fotosintetici,&nbsp;per le&nbsp;sostanze immagazzinate,&nbsp;per la&nbsp;presenza o meno di una parete cellulare e, se presente, dalle sostanze di cui è formata. L'evoluzione le ha portate a colonizzare tutti gli ambienti. Infatti, se le alghe unicellulari&nbsp;costituiscono il <EM>Phytoplancton&nbsp;e </EM>sono&nbsp;ampiamente diffuse in tutti i mari, le alghe pluricellulari colonizzano prevalentemente le zone presso la costa, dove c'è un'abbondanza di luce. Queste hanno dovuto sviluppare&nbsp;alcuni adattamenti per sopravvivere ad ambienti con una forte corrente, tra cui l'aptere, ossia una sorta di radice con la sola funzione di tenere l'alga ancorata al substrato; non è una radice perchè non viene utilizzata per l'assorbimento di sostanze nutrienti. Un altro adattamento è quello di riuscire a far sopravvivere parti non esposte alla luce attraverso un sistema che permette loro&nbsp;di ricevere ugualmente le sostanze nutrienti. Infine,&nbsp;dato che la luce, con l'aumentare della profondità, si scompone, un ulteriore adattamento è stato quello di aver sviluppato una pigmentazione adatta&nbsp;ad attuare la fotosintesi a seconda della profondità.&nbsp;E' proprio grazie a questi adattamenti che le alghe, con il tempo, hanno potuto colonizzare tutte le aree acquatiche accessibili fino a dove arriva&nbsp;luce.</FONT> <span style="font-size:10px"><br /><br />Modificato da will.I.am</span>]]>
   </description>
   <pubDate>Sun, 11 Sep 2005 01:39:39 UT</pubDate>
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  </item> 
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   <title>Raccolta Articoli : La posid&#111;nia</title>
   <link>http://www.mondomarino.net/forum/forum_posts.asp?TID=1524&amp;PID=7605#7605</link>
   <description>
    <![CDATA[<strong>Autore:</strong> <a href="http://www.mondomarino.net/forum/member_profile.asp?PF=932">will.I.am</a><br /><strong>Subject:</strong> La posid&#111;nia<br /><strong>Postato:</strong> 11 Settembre 2005 alle 01:07<br /><br /><FONT size=3>La <EM>Posidonia oceanica</EM> è una pianta marina della famiglia delle <EM>Fanerogame</EM>, che si differenzia dalle alghe per la presenza di radici,&nbsp;fusto, foglie nastriformi lunghe fino ad 1 m e frutti.&nbsp;Forma estese praterie nel Mar Mediterraneo tra 1 ed i 30 m di profondità, anche se dove c'è acqua limpida&nbsp;si estendono&nbsp;fino ai 40 m.&nbsp;Lo sviluppo è infatti condizionato dalla presenza di luce. Si adatta ad una tempertura compresa tra i 10 ed i 28° C e non tollera gli sbalzi di salinità, pertanto non è presente presso le foci dei fiumi.&nbsp;Il substrato principalmente colonizzato è quello sabbioso, anche se spesso radica su detriti di origine biologica, che, sommati ai sedimenti&nbsp;costituiscono una struttura compatta e resistente chiamata in francese "matte".&nbsp;Questa pianta è molto importante sia per&nbsp;l'uomo che per l'ecosistema marino, per una serie di motivi tra cui: grande produzione di ossigeno (fino a 16 litri al giorno per ogni m quadro), <SPAN style="FONT-WEIGHT: normal; mso-bidi-font-weight: bold">produzione ed esportazione di biomassa e di energia,&nbsp;<SPAN style="FONT-WEIGHT: normal; mso-bidi-font-weight: bold">r</SPAN><SPAN style="FONT-WEIGHT: normal; mso-bidi-font-weight: bold">iparo dai predatori, zona di riproduzione e&nbsp;fonte di cibo per molti animali, fissazione dei fondali e&nbsp;<SPAN style="FONT-WEIGHT: normal; mso-bidi-font-weight: bold">protezione delle spiagge dall’erosione. Questa pianta è un ottimo indicatore biologico e&nbsp;prospera in assenza di sostanze inquinanti.&nbsp;Purtroppo&nbsp;recentemente è in diminuzione a causa dell'uomo, che con l'utilizzo delle reti a strascico, delle ancore, la costruzione di nuovi porti e quindi l'intorbidimento delle acque&nbsp;dovuto al rilascio di sostanze inquinanti sta decimando le praterie. Al fine della loro tutela,&nbsp;l<SPAN style="FONT-WEIGHT: normal; mso-bidi-font-weight: bold">’Ispettorato Centrale per la Difesa del Mare del Ministero dell’Ambiente ha avviato nel 1989 un programma di mappatura delle praterie di <I>Posidonia oceanica</I> in un primo lotto di cinque regioni costiere (Liguria, Toscana, Lazio, Basilicata e Puglia).&nbsp;</SPAN></SPAN></SPAN></SPAN></FONT> <span style="font-size:10px"><br /><br />Modificato da will.I.am</span>]]>
   </description>
   <pubDate>Sun, 11 Sep 2005 01:07:31 UT</pubDate>
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   <title>Raccolta Articoli : Il mangrovieto</title>
   <link>http://www.mondomarino.net/forum/forum_posts.asp?TID=1518&amp;PID=7567#7567</link>
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    <![CDATA[<strong>Autore:</strong> <a href="http://www.mondomarino.net/forum/member_profile.asp?PF=932">will.I.am</a><br /><strong>Subject:</strong> Il mangrovieto<br /><strong>Postato:</strong> 09 Settembre 2005 alle 22:51<br /><br /><P><FONT size=3>Questo ecosistema sorge nei pressi degli estuari dei fiumi, dove si hanno repentini sbalzi di salinità, giornalieri e stagionali. Qui si sono adattate perfettamente alcune piante tropicali&nbsp;(generi <EM>Rizophora, Avicennia, Sonneratia,</EM> ecc.) che sono in grado di tollerare l'elevata salinità dell'acqua grazie alla linfa che allontana il sale dalle radici e lo deposita nelle foglie più vecchie,&nbsp;le quali&nbsp;presto si staccheranno; l<FONT size=2>e radici ricevono ossigeno grazie a particolari&nbsp;stomi </FONT><FONT size=2>situati su strutture che emergono dal fango. Inoltre, grazie alla&nbsp;loro particolare struttura riescono a penetrare profondamente nel terreno. La riproduzione è&nbsp;vivipara&nbsp;ed il seme germoglia ancora attaccato all'albero, da cui si diparte una lunga radice che si fissa al terreno. Nel caso in cui il seme germinato dovesse staccarsi si muove spinto dalla corrente fino a quando arriva ad un estuario salmastro, in cui il galleggiamento è meno efficace e quindi cade sul fondo, su cui radica e forma un nuovo isolotto. Il fitto intrico delle radici di queste piante è molto importante, perchè smorza gli effetti delle maree e crea il giusto riparo per moltissimi animali, tra cui gli&nbsp;uccelli, che trovano il giusto sito di nidificazione, granchi, gasteropodi ed i curiosi&nbsp;membri della famiglia <EM>Periophtalmidae</EM>, ossia pesci che possono vivere per parecchi minuti fuor d'acqua, grazie alle pinne pettorali modificate in una sorta di arti&nbsp;utilizzate per&nbsp;la locomozione, ed alla&nbsp;pinna caudale&nbsp;fortemente vascolarizzata e periodicamente mantenuta ammollo, talmente efficace da fungere da apparato respiratorio supplementare;&nbsp;a questo si mescolano le "grandi boccate d'aria" che il pesce trattiene grazie alle due grosse branchie che si chiudono ermeticamente durante la sua permanenza sulla terraferma, durante la quale&nbsp;l'animale può anche catturare piccole prede e salire sulle lunghe radici aeree delle mangrovie. Un altro gruppo di pesci tipico di questo&nbsp;biotopo&nbsp;è quello dei cosiddetti pesci Eurialini, cioè in grado di vivere senza problemi sia in acqua dolce che in mare. Sono infatti molte le specie che per riprodursi ritornano in mare e da giovani vivono in acqua dolce, come ad esempio i membri della famiglia <EM>Monodactylidae</EM>&nbsp;e <EM>Scatophagidae</EM>. Addirittura si pensa che se l'uomo non avesse abbattuto chilometri di questo favoloso ecosistema per aprire le proprie attività nel Sud-Est Asiatico, la forza devastante dello Tsunami sarebbe stata attenuata e ci sarebbero stati molti meno danni, sia in termine di vittime che di distruzione dell'entroterra.</FONT></FONT></P><span style="font-size:10px"><br /><br />Modificato da will.I.am</span>]]>
   </description>
   <pubDate>Fri, 09 Sep 2005 22:51:15 UT</pubDate>
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  </item> 
  <item>
   <title>Raccolta Articoli : Le m&#111;nere</title>
   <link>http://www.mondomarino.net/forum/forum_posts.asp?TID=1509&amp;PID=7518#7518</link>
   <description>
    <![CDATA[<strong>Autore:</strong> <a href="http://www.mondomarino.net/forum/member_profile.asp?PF=932">will.I.am</a><br /><strong>Subject:</strong> Le m&#111;nere<br /><strong>Postato:</strong> 08 Settembre 2005 alle 23:26<br /><br /><P><FONT size=3>Il regno delle monere comprende organismi unicellulari procarioti (dimensioni della cellula da 0,1 a pochi micron), comunemente chiamati batteri. Essi sono tra gli organismi viventi quelli più primitivi, in quanto furono i primi a comparire sulla Terra circa 2,9 miliardi di anni fa; inoltre sono i più semplici, in quanto non è presente nessun nucleo, perciò&nbsp;la cromatina vaga liberamente per il citoplasma. Gli unici organuli presenti sono i ribosomi, che contribuiscono&nbsp;alla sintesi delle proteine.&nbsp;Per le specie che attuano la fotosintesi sono presenti delle strutture analoghe ai cloroplasti nei pressi della membrana.&nbsp;In passato fu difficile classificare questi organismi su basi evolutive, cosicchè la classificazione avvenne: </FONT></P><P><FONT size=3>per forma:</FONT></P><LI><FONT size=3>cocchi, con forma sferica; </FONT><LI><FONT size=3>bacilli, con forma cilindrica; </FONT><LI><FONT size=3>vibrioni - spirilli: con forma ricurva o a spirale;</FONT>&nbsp;<FONT size=3>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</FONT> <P><FONT size=3>in base al modo in cui si&nbsp;aggregano tra di loro:&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</FONT></P><LI><P><FONT size=3><FONT size=3>diplococchi, disposti a due a due; </FONT></FONT></P><LI><P><FONT size=3>streptococchi, disposti in catenelle;</FONT></P><LI><P><FONT size=3>stafilococchi, disposti a grappolo;</FONT></P><P><FONT size=3>in base al tipo di metabolismo:</FONT></P><FONT size=3><UL><LI><FONT size=3>Autotrofi: partendo da&nbsp;molecole inorganiche semplici riescono a produrre da sè le sostanze nutritive.&nbsp;</FONT> <LI>Eterotrofi: non riescono a produrre da sè le sostanze nutritive e dipendono quindi dagli autotrofi. <LI>Mixotrofi: possono sia sintetizzare da sè le sostanze organiche che metabolizzare quelle precedentemente sintetizzate dagli organismi autotrofi.</LI></UL></FONT><P><FONT size=3>Gli autotrofi si suddividono in:</FONT></P><UL><FONT size=3><LI><FONT size=3>Fotosintetici: sintetizzano le sostanze organiche attraverso la fotosintesi clorofilliana, partendo cioè da molecole inorganiche semplici come l'anidride carbonica.</FONT> <LI><FONT size=3>Chemiosintetici: ossidano sostanze minerali derivanti prevalentemente dal ferro. A questo gruppo appartengono specie che vivono in condizioni estreme (sono state trovate ad esempio&nbsp;colonie nei pressi di camini vulcanici attivi anche sottomarini, dove si hanno temperature e pressioni&nbsp;altissime) e si ipotizza quindi che </FONT></FONT><FONT size=3>siano tra i più antichi, poichè gli ambienti in cui vivono sono molto simili alle condizioni in cui si trovava la Terra poco dopo essersi formata.</FONT></LI></UL><P><FONT size=3>Gli eterotrofi si suddividono in:</FONT></P><P><FONT size=3>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;</P><FONT size=3><LI><FONT size=3>Parassiti: la cui vita dipende da quella di un altro organismo.</FONT> <LI>Simbionti: vivono associati ad un altro organismo portandosi vantaggi reciproci. <LI>Saprofiti (o decompositori): si nutrono di organismi morti.</FONT></FONT> <P>&nbsp;</P><P><FONT size=3>Questi tipi di classificazione risultano comunque molto utili al&nbsp;riconoscimento nelle industrie chimiche.&nbsp;Solo recentemente, grazie ai progressi fatti sullo studio del DNA e dell'RNA, si è potuto classificare i batteri su una scala evolutiva. </FONT></P></LI><span style="font-size:10px"><br /><br />Modificato da will.I.am</span>]]>
   </description>
   <pubDate>Thu, 08 Sep 2005 23:26:10 UT</pubDate>
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  <item>
   <title>Raccolta Articoli : Strategie per procurarsi il cibo</title>
   <link>http://www.mondomarino.net/forum/forum_posts.asp?TID=1501&amp;PID=7493#7493</link>
   <description>
    <![CDATA[<strong>Autore:</strong> <a href="http://www.mondomarino.net/forum/member_profile.asp?PF=156">Alex</a><br /><strong>Subject:</strong> Strategie per procurarsi il cibo<br /><strong>Postato:</strong> 08 Settembre 2005 alle 09:46<br /><br /><P>Aggiungo, in merito alle ultime righe, che taluni pesci abissali hanno i denti rivolti molto all'esterno per avere piu' possibilita' di agguantare la preda quando sferrano l'attacco. Un qualcosa simile la troviamo nello squalo toro <EM>Carcharias taurus</EM></P>]]>
   </description>
   <pubDate>Thu, 08 Sep 2005 09:46:05 UT</pubDate>
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  </item> 
  <item>
   <title>Raccolta Articoli : Strategie per procurarsi il cibo</title>
   <link>http://www.mondomarino.net/forum/forum_posts.asp?TID=1501&amp;PID=7491#7491</link>
   <description>
    <![CDATA[<strong>Autore:</strong> <a href="http://www.mondomarino.net/forum/member_profile.asp?PF=932">will.I.am</a><br /><strong>Subject:</strong> Strategie per procurarsi il cibo<br /><strong>Postato:</strong> 08 Settembre 2005 alle 00:28<br /><br /><P><FONT size=3>L'evoluzione ha dotato alcuni pesci predatori di armi e costumi stupefacenti ed allo stesso tempo micidiali&nbsp;per procurarsi il cibo. Spesso fare finta di essere più vulnerabili della preda è utile per avvicinarsi o avvicinarla, cosicchè il pesce foglia <EM>Monocirrhus polyacanthus</EM> della famiglia <EM>Nandidae</EM>, imitando i colori ed i movimenti di una foglia morta, sfrutta la corrente del corso d'acqua in cui vive per avvicinarsi a questa e quindi inghiottirla con un sol boccone; una strategia simile viene adottata dai pesci pietra&nbsp;della famiglia <EM>Antennariidae,</EM> che si mimetizzano perfettamente con il fondale su cui vivono e attirano le prede grazie ad un'escrescenza presente sul muso (<EM>Illicium</EM>) a cui c'è attaccata una finta esca che viene continuamente mossa, facendo credere alla preda che sia cibo; questa, ignara del pericolo, cerca di morderla quando viene bruscamente inghiottita dall'enorme bocca del predatore. Parlando di armi formidabili, il pesce arciere <EM>Toxotes jaculator</EM>, della famiglia <EM>Toxotidae,</EM> viene così chiamato per l'eccezzionale mira; infatti, nonostante la rifrazione della luce, è perfettamente in grado di calcolare l'angolatura e la distanza a cui si trova un insetto, che sta ad&nbsp;esempio posato su un ramo, colpendolo con uno schizzo d'acqua per farlo cadere e quindi mangiarlo. La stessa capacità la possiedono i membri dela famglia <EM>Osteoglossidae</EM>&nbsp;(dal greco&nbsp;Osteo=osso, glossidae=lingua),&nbsp;i quali&nbsp;però sono solo formidabili saltatori. Infine, una caratteristica molto&nbsp;comune ai pesci predatori&nbsp;che vivono in ambienti poveri di cibo come quello degli abissi, è l'aver sviluppato una bocca molto grossa, addirittura più grossa del resto del corpo e con fauci enormi&nbsp;sporgenti, con lo scopo di trattenere un'eventuale e rara&nbsp;preda.</FONT></P><span style="font-size:10px"><br /><br />Modificato da will.I.am</span>]]>
   </description>
   <pubDate>Thu, 08 Sep 2005 00:28:12 UT</pubDate>
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