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  Gli Articoli di MondoMarino.net
Il Nostro Caro Palla!
di Nicoletta GIBERTI


  
Pesce palla macchiato (Arothron nigropunctatus)
Foto di Giancarlo LA FACE
@ Classificazione

Il genere Tetraodon, istituito da Linnaeus nel 1758, appartiene alla famiglia Tetraodontidae. Le 40-100 specie che, a seconda degli autori, vengono attribuite alla famiglia sono nella quasi totalità diffuse nelle acque dolci, salmastre e marine delle regioni tropicali dell’Africa, dell’Asia e dell’Australia ove abitano la fascia costiera.

@ Com'è fatto il Pesce Palla

I nomi popolari di pesci palla e gonfiatori, con cui vengono sovente indicati, si riferiscono alla loro abitudine di rigonfiare fortemente il corpo, se vengono disturbati, fino ad assumere una forma quasi sferica. Mancano delle pinne ventrali e della prima pinna dorsale, hanno la pinna anale e la seconda dorsale contrapposte, la pinna caudale di solito lunga, arrotondata e meno frequentemente convessa; questa pinna viene utilizzata solo per operare variazioni di rotta mentre l’unica dorsale e quella anale fungono, unitamente alle pettorali in costante movimento, da organi propulsori. La pelle, dura e simile al cuoio, è priva di scaglie ma armata, in quasi tutte le specie, di acuminati aculei cavi che sono rivolti verso la parte posteriore del corpo; durante il riposo vengono alloggiati in appositi pori.


  
Pesce palla (Arothron meleagris)
Foto di Roberto SOZZANI
La bocca, piccola e dal taglio orizzontale, è circondata da labbra dietro le quali si sviluppano le mascelle; queste sono armate di denti, fusi a formare una sorta di robusto becco di pappagallo che nel pieno centrale, sia della mascella superiore sia della mandibola, reca una sutura. Queste piastre sono soggette ad una continua crescita e si rivelano particolarmente adatte per triturare cibi duri come crostacei, gasteropodi, molluschi e soprattutto rami di corallo. Rivolgono infatti le proprie preferenze ad animali rivestiti di un involucro chitinoso principalmente perché simili prede sono dotate di scarsa mobilità e non possono perciò sottrarsi alla cattura con una rapida fuga, inoltre evitano un accrescimento delle placche dentarie che potrebbe rivelarsi eccessivo causando l’incapacità di aprire la bocca per sfamarsi.


  
Pesce palla macchiato (Arothron nigropunctatus)
Foto di Roberto SOZZANI
@ Comportamento

I pesci palla sono rigidamente territoriali e necessitano di nascondigli in cui potersi rifugiare: un comportamento non facile a riconoscersi nelle forme più attive e vivaci; allorché due individui si incontrano si mostrano di solito aggressivi, sebbene a tale riguardo esistano notevoli differenze da specie a specie e tra i singoli esemplari; quando compaiono pesci più grandi o vari maschi si disputano la stessa femmina, i Tetraodontidi si rigonfiano d'acqua per apparire più grossi ed imporsi così ai compagni: la muscolatura cutanea viene allora tesa e la trazione che ne deriva si propaga anche agli aculei che fuoriescono dai pori e, rizzandosi, si sviluppano in tutte le direzioni.

@ Un po' di biologia

Tutti i Tetraodontiformi recano nello stomaco una estroflessione sacciforme, dalle pareti sottili e dilatabili che può venire a poco a poco riempita dall’acqua (in superficie, o al di fuori dell’elemento liquido, anche in parte o totalmente dall’aria) che i pesci via via inghiottono. La vera e propria “pompa” di questo sistema è però rappresentata dalla cavità branchiale che può essere sbarrata da apposite valvole. La cavità sacciforme viene riempita fino ad un livello massimo che è controllato da muscoli cutanei i quali evitano il pericolo dell’esplosione. Al fine di rendere possibile tale abnorme ingrossamento le ossa pelviche si sono completamente atrofizzate e la sezione anteriore della colonna vertebrale si è corredata di un dispositivo che le consente di incurvarsi e di adattarsi così alla forma sferica.


  
Pesce palla mascherato (Arothron diadematus)
Foto di Roberto SOZZANI
L’utilizzo di aria per riempire la camera sacciforme è abbastanza raro in quanto è più difficile da espellere; eccezion fatta nei casi di bassa marea in cui i Tetraodontidi sono infatti costretti a trattenersi nelle pozze che le onde hanno formato lungo la costa; rigonfiatosi d’aria il pesce palla galleggia naturalmente con il ventre rivolto verso l’alto. L’aria così immagazzinata sembra addirittura avere una funzione biologica: può essere infatti inviata gradualmente alle camere branchiali ove viene utilizzata per la respirazione. Una volta ristabilite le normali condizioni di livello dell’acqua i pesci si liberano dell’aria o dell’acqua utilizzata per il rigonfiamento e questo fenomeno, insieme all’assunzione, provoca un rumore piuttosto forte quasi un grido. Se estratti spesso dall’acqua, per esempio per motivi di ricerca, possono abituarsi evitando il rigonfiamento o riducendolo.


  
Pesce palla (Arothron stellatus)
Foto di Roberto SOZZANI
@ Come nuotano

La tecnica di nuoto presenta una notevole perfezione: un esatto "ondeggiare" della pinna dorsale e di quella anale imprime al corpo la necessaria spinta in avanti; i raggi possono spostarsi anche in direzione opposta, ed il pesce scivola allora a ritroso; le pinne pettorali si muovono costantemente per permettere al Tetraodontiforme di operare continue variazioni di rotta, conversioni, spostamenti verticali e così via. In pratica, dunque, i pesci palla sono strutturati in modo da raggiungere la maggior mobilità possibile nello spazio più ristretto: un'importantissima caratteristica, tenuto conto del fatto che il loro tipico ambiente di vita sono le barriere coralline ricche di fenditure e di nascondigli. La coda viene usata solo eccezionalmente come organo propulsore, ad esempio durante le rapide fughe, mentre normalmente funge da timone; durante il riposo viene normalmente ripiegata ad arco verso un fianco, un'abitudine forse più comune nelle forme bentoniche.

@ Curiosità

A tavola con un palla! Allo stato adulto molti Tetraodontidi sono velenosi; il contenuto di veleno raggiunge i valori più elevati durante il periodo invernale: esattamente in questa stagione, tuttavia, le loro carni raggiungono la massima gustosità, il che li rende pregiati e ricercati; in Giappone, ad esempio, le carni dei Tetraodontidi perdono sapore dopo l'epoca della riproduzione, in Maggio, e non rivestono allora alcun valore. La tetraodotossina venne isolata nel 1950, appunto in Giappone, ed è
  
Pesce palla a punti bianchi (Arothron hispidus)
Foto di Daniele LOREFICE
stata il primo forte veleno naturale di cui si sia riusciti ad analizzare la composizione chimica: si è così accertato che è cristallizzabile e che la quantità letale si aggira sugli 8-10 milligrammi; la morte sopravviene per inibizione del centro respiratorio nel cervello e conseguente paralisi dei muscoli demandati alla respirazione. In Giappone, viene considerato un cibo particolarmente prelibato il "fugu", una specialità preparata con varie specie di Tetraodontidi; poiché il veleno non viene distrutto neanche dalla cottura delle carni, i cuochi che vogliono preparare questa pietanza devono frequentare una scuola particolare conseguendo, al termine del corso, un apposito diploma.

L'azione venefica di questi pesci è naturalmente nota, quanto la loro gustosità, ormai da secoli: gli scavi (ossa provenienti fuori da rifiuti delle cucine) operati al riguardo hanno, infatti, permesso di accettare che i giapponesi si cibano di Tetraodontidi da oltre 1500 anni. E' noto inoltre che pietanze analoghe al "fugu" vengono preparate anche con forme di acqua dolce, ad esempio con il Tetraodon mbu nei territori attraversati dall'Ubanghi e con il Tetraodon fahaka in Nigeria. Vi è venuta voglia di fare un saltino in Giappone a provare il gusto di un palla eh??!


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