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  Gli Articoli di MondoMarino.net
Lo "Squalo Gattopardo"
- La nascita -
di Antonella PRETI


  
Squalo gattopardo (Scyliorhinus stellaris)
Foto di Alberto ROMEO
Il gattopardo è uno squalo di dimensioni medie, generalmente non supera il metro e 30 cm anche se sono stati registrati esemplari che hanno raggiunto la lunghezza di 162 cm. La taglia alla nascita si aggira intorno ai 16 cm. E' comune nel Mar Mediterraneo ed è caratterizzato dal particolare color sabbia con numerose macchie larghe e nere, alcune ad anelli, e macchioline più piccole a ricordare la livrea degli agili felini africani.

Alcuni dei caratteri importanti per riconoscerlo sono le pinne, la prima pinna dorsale è opposta all’inserzione della pinna pelvica, la seconda pinna dorsale è più piccola della prima e ha l’origine anteriore sull’inserzione della pinna anale. Gli occhi sono a mandorla, il muso è corto, arrotondato ma leggermente angolare, gli spiracoli sono prominenti.


  
Squalo gattopardo: uovo su gorgonia. Foto di Alberto ROMEO
Il gattopardo è una specie bentonica che si nutre di crostacei, molluschi, tra cui calamari e polpi, e differenti teleostei. La riproduzione avviene per ovoviviparità, un unico uovo, che misura dai 10 ai 13 cm, per ovidotto viene deposto in primavera-estate e si schiude dopo 7-9 mesi.

Alberto Romeo, la moglie Lucia e alcuni fortunati amici sono stati testimoni di questo evento favoloso che dall’uovo ha portato alla schiusa di un delicatissimo gattopardino.

Alberto raccontaci.


  
Particolare della testa dell'embrione al 2° mese. Foto di Alberto ROMEO.
Tutto è cominciato nel 1975 quando notai sui rami delle gorgonie ad una profondità di circa 40 m., ( alla Secca della Formica” 1 miglio al largo del paesino di Porticello, vicino Palermo), alcune capsule ovariche di forma rettangolare dentro la quale c’era un tuorlo d’uovo con un piccolo essere attaccato che si muoveva freneticamente che si riusciva a vedere illuminandolo con la torcia dal lato opposto a quello di osservazione in quanto le pareti erano traslucide. Tornato a casa mi documentai sui pochi libri che avevo allora e scoprii che si trattava di un uovo di squalo!

Questa scoperta mi entusiasmò tanto che ritornai più volte ad immergermi sullo stesso posto e potei osservare la crescita dello squaletto finchè un giorno, dopo qualche mese trovai la capsula ovarica vuota: lo squalo era nato!


  
Fotogrammi del filmato della nascita
Maturai così l’intenzione di realizzare un documentario filmato su tutto lo sviluppo embrionale dello squalo; naturalmente per portare avanti questo progetto avevo bisogno di validi ed entusiasti collaboratori che trovai nei soci del Gruppo Ricercatori ed Operatori Subacquei e decidemmo così di documentare il tutto (per tutti i circa nove mesi necessari per la gestazione) sott’acqua ritornando almeno una volta a settimana sul sito della deposizione.
Ma tale progetto abortì, perché non era sempre possibile immergersi per le condizioni meteo e per la contemporanea disponibilità della équipe.

Decisi quindi di realizzare nel 1977 anche con la collaborazione di Lucia Scordato (che sarebbe diventata mia moglie l’anno successivo) la documentazione in acquario avendo acquisito abbastanza esperienza di acquariologia mediterranea, così a febbraio essendo pronto l’acquario con le condizioni ambientali adatte, cominciammo a fare le immersioni per trovare le capsule ovariche, le trovammo soltanto i primi di aprile, i quattro gruppi trovarono in tutto 2 capsule che furono portate molto lentamente in superficie e subito poste in una borsa termica.


  
Uovo su gorgonia a 43 metri di profondità. Foto di Alberto ROMEO.
Poste le uova in acquario sulle gorgonie su cui erano state trovate, decisi di riprenderne solo uno per non disturbarle entrambi con la luce necessaria per le riprese.

A questo punto ho anche identificato la specie dalla forma e lunghezza delle capsule ovariche, si trattava dello Squalo Gattopardo Scyliorhinus stellaris.

A Marzo comparve sul tuorlo una piccola “virgolina” della lunghezza di circa 1 centimetro che freneticamente si muoveva facendo cerniera al centro del suo corpo.
Decisi quindi di effettuare una breve ripresa ogni 24-72 ore con la tecnica della transilluminazione diafanoscopica puntiforme messa a punto da me e Lucia per l’occasione.

A Maggio era già possibile distinguere la parte craniale da quella caudale mentre il punto di contatto con il tuorlo si era spostato cranialmente.



  
Uovo di squalo gattopardo in trasparenza al 6° mese.
A Giugno si cominciarono a distingure le branchie esterne e le pinne dorsale e caudale.

A Luglio il tuorlo era diminuito di volume mentre l’embrione era allungato tanto da occupare tutta la lunghezza della capsula ovarica cioè 10 centimetri!

Ad Agosto si sono formate quattro fessure agli angoli della capsula, le branchie esterne erano regredite completamente lasciando il posto alle 5 fessure branchiali tipiche dello squalo adulto. A questo stadio la luce cominciava a dare fastidio all’embrione che rallentava il suo instancabile moto.

A Settembre abbiamo osservato il progressivo accrescimento dello squaletto che era ormai molto più lungo dell’uovo che lo conteneva ed era costretto a stare ripiegato su se stesso. La sua frequenza respiratoria era di circa 100 atti al minuto ma diminuiva a circa 20 sotto lo stimolo della luce; il tuorlo era ridotto ad un diametro di circa 1 centimetro.


  
Uovo di squalo gattopardo in trasparenza al 7° mese.
Ad Ottobre il tuorlo era praticamente inesistente e lo squaletto aveva una lunghezza quasi doppia della capsula e non si poteva muovere.

A novembre organizzammo turni di guardia di 24 h. per riuscire a riprendere la “nascita”; fummo fortunati e riuscimmo a fare le riprese da due angolazioni al rallentatore!



  
La documentazione ha avuto molto successo.
Dalle notizie raccolte era la prima volta che una tale documentazione veniva fatta, (e non sappiamo se in questi ultimi 23 anni sia stato fatto da qualcun altro) montammo quindi questo documentario con una colonna sonora originale che ci diede anche la soddisfazione di vincere il premio “SESTO CONTINENTE” per i documentari scientifici nel 1978!


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