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Biodiving: photosub, marine biology, diving school

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  Gli Articoli di MondoMarino.net
Tursiope Principe dei Mari
di Antonella PRETI


  
Tursiope (Tursiops truncatus)
Foto di Nicola CADEL
E` fin dall'antichità senz'altro il delfino più famoso!
Presente in documenti dell'antica Grecia e in numerosi altri ritrovamenti durante la storia, il Tursiope, Tursiops truncatus deve il suo nome latino soprattutto alla forma piuttosto tozza del suo corpo che contrasta quella degli altri delfini più "piccolini" e slanciati come il Delfino comune e la Stenella striata. Anche in Inglese il nome si riferisce alla forma: "bottlenose dolphin" infatti significa "naso a bottiglia".



  
Stenella striata (Stenella coeruleoalba)
Foto di Alberto ROMEO
Il Tursiope è in effetti un bel bestione! A volte nuotando nell'Oceano mi è capitato di incappare in un piccolo branco di Tursiopi. E' un'esperienza un pochino inquietante all'inizio soprattutto se avviene inaspettatamente... compaiono le pinne in superficie, le masse corporee decisamente non piccole!!! Ma poi tutto è sotto controllo si avvicinano un po' curiosi gironzolano un po' e poi in un battibaleno spariscono e ti lasciano un ricordo bellissimo!
Malgrado la sua "stazza" il Tursiope è un cetaceo agilissimo e dai movimenti eleganti e aggraziati. Può raggiungere facilmente una velocità di 30 kilometri orari. Spesso si diletta in esercizi acrobatici, salti che possono raggiungere un'altezza tre volte quella della della lunghezza del corpo. Ama giocare sulle onde e scorazzare sotto le prue delle barche. Quando nuota in superficie a velocità normale e costante il Tursiope emerge a respirare all'incirca ogni 15 o 20 secondi. Si cimenta in immersioni notevoli fino a raggiungere probabilmente i 600 m di profondità e può resistere sott'acqua più di 8 minuti.


  
Tursiope (Tursiops truncatus)
Foto di Roberto CHESSA
La stagione riproduttiva del Tursiope non è ben definita anche se le nascite avvengono generalmente durante la stagione più calda. La gestazione dura 12 mesi. Il piccolo rimane in stretto contatto con la madre per alcuni anni; lo svezzamento definitivo avviene nella seconda metà del secondo anno di vita e comunque prima della nascita del piccolo successivo. L'intervallo tra due nascite è in media di tre o quattro anni. Nei Tursiopi è stato osservato il comportamento del "babysitting", in cui i piccoli di diverse femmine vengono praticamente accuditi da una femmina sola mentre le altre madri sono in giro alla ricerca di cibo. La maturità sessuale avviene tra i 9 e i 10 anni per le femmine, tra i 10 e i 13 anni per i maschi. In cattività si sono verificati accoppiamenti con altre specie come lo Steno, la Pseudorca, il Grampo e il Globicefalo di Gray, dando a luogo a ibridi. La longevità del tursiope si aggira attorno ai 40 anni.


  
Tursiope (Tursiops truncatus)
Foto di Roberto SOZZANI
Il Tursiope si trova principalmente in acque costiere: acque basse, limacciose, lagune canali, estuari e atolli; ma anche lungo le coste rocciose dove l'acqua è limpida e relativamente profonda. Può; risalire perfino i corsi d'acqua e spingersi in acqua dolce. Esistono però anche forme di Tursiopi pelagici, che si spingono a centinaia di miglia dalla costa e compiono vere e proprie migrazioni.
Il Tursiope si ciba principalmente di pesci Teleostei tra cui cefali, anguille, acciughe, sardine, sgombri, aringhe, ma si adatta alle più svariate situazioni: calamari, seppie, polpi e anche crostacei sono compresi nel suo menù. La caccia avviene per lo più in gruppo. In molte zone il Tursiope si avvantaggia delle attività di pesca umana sottraendo il pesce dalle reti e nutrendosi di pesce di scarto gettato dai pescatori. In California è stata approvata una legge che vieta il nutrimento dei delfini dalle barche, è vietato lanciare pesci ai delfini in libertà, ci sono pesanti multe, per evitare che i nostri amici Cetacei acquisiscano dei comportamenti non naturali e diventino "pigri" e troppo addomesticati, comportamenti che a lungo termine possono essere deleteri per la specie.


  
Tursiope (Tursiops truncatus)
Foto di Alberto ROMEO
E parlando di delfini in generale, reti e pescatori mi vengono subito in mente per associazione le stragi di delfini che sono avvenute in passato e tutt'ora avvengono. I delfini pelagici si trovano spesso in associazione con i tonni e vengono catturati per sbaglio nelle reti derivanti dei pescherecci, rimangono impigliati nelle reti e muoiono per affogamento. Oggi vi sono nuove tecniche di pesca che cercano di eliminare il più possibile la strage di delfini, ma sono ancora molti quelli che finiscono nelle reti e non hanno via di scampo.
In generale i Tursiopi cacciano con un comportamento sociale ben perfezionato. Dipende dal luogo, ma in genere l'unità sociale di base è composta da 5 o 10 esemplari che vivono in associazione coi loro piccoli non ancora svezzati. Al raggiungimento dell'indipendenza dalla madre i piccoli di entrambi i sessi si separano dall'unità familiare per andare a formare un gruppo misto di giovani. Al sopraggiungimanto della maturità sessuale le femmine vanno a raggiungere un'unità familiare (probabilmente quella di nascita), dove presumibilmente rimarranno per tutta la vita; mentre i maschi stringerano un legame duraturo con un altro maschio della stessa età, formando una coppia di maschi che andrà ad unirsi alle femmine solo durante il periodo riproduttivo.


  
Tursiope (Tursiops truncatus)
Foto di Roberto SOZZANI
Il Tursiope possiede un apparato di produzione di suoni, biosonar, ben sviluppato e uno svariato repertorio di fischi che emette per comunicare. Ogni individuo ha un particolare fischio che lo distingue da ogni altro esemplare chiamato "fischio firma".

Durante il mio studio dei Tursiopi costieri del sud della California, spendevo lunghe ore in cima alle scogliere con il binocolo e anche in barca, ad osservare il comportamento di questi animali fantastici.
Ci sono tantissimi "patterns", ovvero degli schemi di comportamento che sono molto distintivi. Il comportamento più noto è il "travel" in cui il delfino semplicemente "viaggia" a diverse velocità respirando regolarmente. Durante il "feeding" o la ricerca di cibo, si nota che il delfino ha dei comportamenti incostanti, con rapide immersioni, sul posto, e si intuisce che si sta nutrendo o cercando prede. Per notare questo comportamento a volte aiutano gli uccelli marini che si trovano spesso in prossimità dei banchi di pesce, spesso mentre cerco di avvistare dei delfini guardo dove sono gli uccelli e le zone ricche di pesce. Durante il "resting" o riposo si nota che il delfino nuota piano e galleggia, senza compiere frequenti immersioni, certo anche i delfini dormono e si riposano! Gli studi fatti confermano che i delfini dormono con mezzo emisfero cerebrale, praticamente una parte del cervello è in stato dormiente e l'altra metà si prende cura del nuoto e delle attività vitali che sono però appunto rallentate.


  
Delfino comune (Delphinus delphis)
Foto di Giancarlo LA FACE
Durante il "surfing" i Tursiopi letteralmente "cavalcano" le onde si fanno trasportare fin quasi sulla riva, è il mio comportamento preferito, è bellissimo vederli all'interno dell'onda, a volte in gruppi di 4 o 5 tutti affiancati. Ci sono poi numerosissimi comportamenti dettagliati molto complessi, tipo lo stile di nuotata, il tipo di salto, i movimenti delle pinne e della coda che sono tutti molto distintivi e sono correlati alla socialità della specie, ogni movimento ha un preciso significato su cui ancora ricerche sono in corso.
I Tursiopi sono animali generalmente sempre socievoli con l'uomo ma si sono verificati brutti episodi soprattutto per la stupidità appunto dell'essere umano. In Brasile tempo fa un Tursiope ha morsicato mortalmente un uomo. Questo delfino viveva vicino alla costa ed era spesso molestato dai bagnanti che nuotavano in sua prossimità e cercavano di toccarlo in continuo, l'animale ha reagito in seguito alle continue molestie probabilmente innervositosi oltre il limite della sopportazione e ha morsicato! Un altro episodio che mi viene in mente è quello che si riferisce ad una spiaggia australiana dove vi è una comunità di Tursiopi che vive vicino alla riva e si spingono fin quasi sulla sabbia. I bagnanti li nutrono di continuo con pesci e i delfini sono diventati dipendenti... si aspettano in continuo pesci e spingono le persone con il rostro richiedendo i pesci e divenendo un pochino pericolosi... a volte gli "spintoni" non sono proprio delicati.


  
Tursiope (Tursiops truncatus)
Foto di Alberto ROMEO
E parlando di comportamenti artificiali indotti dall'uomo mi vengono subito in mente, per associazione di idee, i delfinari, l'immensa croce che oltre alle reti derivanti i nostri amici delfini hanno. E' mia opinione, condivisa da molte persone in questo ambiente, che i delfinari soprattutto alcuni sono tremendamente deleteri per i delfini. Molti delfinari non rispettano i cicli vitali degli animali e sono propensi al totale sfruttamento. Per portare un piccolo esempio vorrei citare ciò che è successo alla delfina Violetta al delfinario di Gardaland nel luglio del 2000, dove la cara delfina è stata fatta "saltare" nei ben noti spettacoli durante stato di gravidanza. Probabilmente a causa del peso, o dello sforzo insopportabile la povera delfina è morta cadendo da un salto con la schiena spezzata. C'è un inchiesta, tutt'ora in corso, su questo caso. Comunque non è il primo caso, altri delfini sono morti e continueranno a morire nei delfinari. Per ogni delfino che si vede saltare in acquario bisogna pensare a quanti altri sono morti e stati rimpiazzati. Io personalmente non sono totalmente contraria ai "delfinari". Credo sia importante avere degli "acquari riabilitativi" dove vengano posti dei cetacei spiaggiati o feriti, per curarli e studiarli e offrire al pubblico e soprattutto ai bambini un'occasione per vederli da vicino, capirli e ammirarli, ma gli "spettacoli" a mio parere sono ingiusti e vanno a incidere sulla dignità dell'animale come d'altronde qualsiasi circo che usi animali.

Soprattutto qui a San Diego poi la Marina Militare ancora usa delfini per esperimenti militari trattandoli in condizioni disumane. Molte associazioni e individui sono impegnati per la difesa dei nostri amici delfini, ma le cose sembrano non cambiare molto alla fine!

Ci sono moltissimi libri bellissimi che parlano di delfini e cetacei in generale per chi volesse approfondire l'argomento. Vorrei citare una guida molto preziosa che offre un quadro generale e approfondito dei cetacei del Mediterraneo, con immagini molto belle e utili all'identificazione:

"Guida dei Mammiferi Marini del Mediterraneo"
di
Giuseppe Notarbartolo di Sciara
illustrazioni di Massimo Demma
Franco Muzzio Editore


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