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Biodiving: photosub, marine biology, diving school

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  Gli Articoli di MondoMarino.net
Coelacanth, questo sconosciuto...
di Ylenia CHIARI


  
Coelacanth (Latimeria chalumnae)
foto di Johnny JENSEN da FishBase.org
La prima volta che a lezione di anatomia comparata ho sentito parlare di questo animale ho pensato che sicuramente non poteva esistere un pesce con un nome tanto assurdo, almeno ai miei occhi, e che di sicuro avevo capito male... Invece non solo esiste un pesce che porta questo nome, ma si tratta anche di un pesce molto importante. Importante per cosa? Certo non si mangia, o almeno non per quanto mi risulta e non è neanche particolarmente bello esteticamente parlando, ma gli "adetti ai lavori" vedono in esso non solo un affascinante pesce preistorico, considerato che abita gli oceani da circa 400 milioni di anni ed è sopravvissuto alle più grandi estinzioni di massa (in realtà i celacanti erano creduti estinti fino a che nel 1938 ne fu pescato uno, Latimeria, lungo le coste sudafricane), ma anche il pesce vivente più prossimo ai vertebrati, come l'uomo.

L'habitat dei celacanti è stato identificato nell'Oceano Indiano con la zona compresa fra le isole Comores ed il Madagascar, anche se è stato recentemente avvistato in Sud Africa, Mozambico ed Indonesia. Si tratta di un pesce che raggiunge i due metri di lunghezza, con il più basso metabolismo basale (cioè consumo energetico che serve per permettere all'organismo di mantenere attive tutte le sue funzioni vitali) fra tutte le specie di pesci e probabilmente vertebrati conosciuti (si suppone che questo sia uno dei fattori che ne ha permesso la sopravvivenza) ed il più lungo periodo di gestazione (3 anni). Altra caratteristica inusuale presentata da questo pesce è la presenza di un organo idrostatico a volume costante che gli permette di nuotare a profondità comprese fra i 150 e 700 metri durante le sue periodiche migrazioni diurne; da questo deriva che non è, quindi, un pesce che comunemente capita di incontrare durante le immersioni subacquee... considerato anche che al mondo ci sono solo circa 200-400 forme viventi della specie sopravvissuta, Latimeria chalumnae.

Il celacanto predilige le acque profonde di coste rocciose scoscese, rifugiandosi in cavità durante il giorno e nutrendosi esclusivamente di notte, quando si lascia andare passivamente alla corrente o nuota lentamente grazie alle sue pinne pari, alla sua seconda pinna dorsale ed anale. Nonostante questa lentezza, può percorrere molti Km a notte in cerca di cibo per poi rifugiarsi nella cavità più vicina prima dell'alba. Fra le sue prede vi sono pesci (fra cui razze, anguille, squali), calamari ed apogonidi. Rifugiandosi nelle caverne durante le ore diurne, il celacanto non solo sfugge ai suoi predatori, principalmente squali di grosse dimensioni, ma preserva anche energie in attesa delle "migrazioni" notturne.


  
Coelacanth (Latimeria chalumnae)
da FishBase.org
Particolare è il movimento dalle sue pinne durante il nuoto, un movimento alternato estremamente sincronizzato da parte delle pinne "accoppiate" (ovvero le due pettorali o le due pelviche), che ha ricordato agli studiosi il movimento coordinato degli arti anteriori e posteriori dei vertebrati che si muovono sulla terra.

I principali nemici dei celacanti sono i pescatori, che catturano occasionalmente il pesce durante le loro uscite notturne, senza ricavarne poi alcun beneficio economico in quanto la carne dell'animale non è edibile.

La sua importanza scientifica come fossile vivente e specie alla base dello sviluppo dei vertebrati ne rende particolarmente necessaria la protezione, cosa questa che lo ha fatto entrare a pieno diritto tra le specie protette dal CITES, essere considerato un po' il "panda del mare" e diventare simbolo nazionale delle isole Comore.

Se qualcuno ha la fortuna di andare alle isole Comore, ho letto che sono stati istituiti programmi di sensibilizzazione con video e foto di questo pesce fatte da sommergibili.


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