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I Raiformi
- Gli angeli del Mare -
di Francesca VANNINI


  
Manta (Manta birostris)
Foto di Nicola CADEL
I Raiformi, eleganti abitanti dei fondali marini, sono distribuiti in tutti i mari del mondo compreso il Mar Mediterraneo. Appartengono alla Classe dei Condroitti, come i loro fratelli squali, perché sono dotati di uno scheletro cartilagineo che li differenzia dai Teleostei, i pesci con scheletro osseo. Questa caratteristica è rimasta immutata negli ultimi 150 milioni di anni, e permette loro di essere più leggeri e ne aiuta il galleggiamento. Lo scheletro di cartilagine si dissolve molto rapidamente dopo la morte, per cui è difficile trovare resti fossili: gli unici che sono stati trovati risalgono a 400 milioni di anni fa, al periodo Devoniano.

I Raiformi sono unici per la loro diversità, tanto che quest’ordine racchiude ben 280 specie diverse. La loro forma discoidale appiattita li differenzia dagli squali che hanno, invece, una forma affusolata, adattata alla vita pelagica, per muoversi molto rapidamente, da perfetti predatori, mentre i raiformi hanno le pinne pettorali che si sono allargate e che si sono trasformate in “ali”. Queste permettono di muoversi più lentamente ma con grande eleganza facendo così assumere loro il nome di “angeli del mare”. Le pinne pettorali sono completamente fuse col capo e col tronco fino alle pinne pelviche. Le branchie, presenti in numero di cinque o di sette, con forma allungata (per questo appartengono al gruppo degli elasmobranchi = “branchie allungate”, come gli squali) sono molto differenti da quelle dei pesci ossei per la loro struttura. Negli squali e nelle razze, infatti, esse sono ricoperte da un lembo di pelle che protegge le delicate strutture; sono molto irrorate di sangue.

  
Razza a macchie blu (Taeniura lymma)
Foto di Roberto SOZZANI
Una delle caratteristiche più importanti di squali e razze è la struttura della pelle. A differenza delle squame dei pesci, che in genere sono larghe e piatte, quelle delle razze, definite placoidi, sono appuntite. Hanno una piastra basale, un pedicello e una corona che le racchiude. All'esterno sono rivestite da smalto e hanno una cavità che contiene la polpa. Questa struttura ricorda molto i denti; molti studiosi, infatti, ritengono che le squame stesse degli squali non siano altro che denti modificati. Sia i denti che le squame differiscono da specie a specie. Al contrario dei pesci ossei le squame non si accrescono a cerchi concentrici ma aumentano di numero man mano che l’animale invecchia. La morfologia dei Raiformi è un adattamento alla vita sul fondo: la forma depressa del loro corpo li aiuta a muoversi più liberamente sui fondali marini e a nascontersi nella sabbia in caso di presenza di pericoli. Questo genere di vita bentonica ha fatto sviluppare a questi animali un apparato boccale con piccoli denti ottusi, trasformati in piastre masticatrici che permettono di triturare prede a guscio duro come molluschi e crostacei. Hanno il rostro più o meno appuntito, a seconda della specie e la bocca è trasversale. Il dorso è ricoperto in varie aree da denticoli cutanei, spinule e spine di varie dimensioni e forma.

La coda ha perso la sua funzione di propulsore che è affidata alle pinne pettorali. Preferiscono i fondali sabbiosi e fangosi e raramente si avventurano negli abissi, anzi sono molto sedentari.

  
Pesce chitarra (Zapteryx exasperata)
Foto di Roberto SOZZANI
Tra le specie più conosciute appartenenti al gruppo dei Raiformi ci sono molti tipi di razze, le torpedini, le mante e le splendide aquile di mare. Sempre a questo gruppo appartengono i pristiformi che non hanno una forma discoidale ma affusolata come gli squali, nonostante la base delle pinne pettorali risulti allargata come quella delle razze; per questo sono considerati l’anello evolutivo che lega i due gruppi di squali e razze. Ai Pristiformi appartengono il pesce sega, il pesce chitarra e il pesce violino.

I Raiformi, non essendo animali predatori come i loro fratelli squali, hanno sviluppato dei sistemi di difesa: le razze presentano delle spine sulla coda e sul dorso che possono arrecare piccole ferite a chi le afferra. Le torpedini, invece, presentano quattro organi elettrici (due grandi e due piccoli) ben visibili, a forma di reni, situati sui lati del capo. Sono formati da tessuto muscolare modificato e una serie di piccoli prismi a colonnina, di cui, sul lato ventrale è presente il polo negativo e sul lato dorsale c'è il polo positivo. La scarica elettrica è sotto il controllo del sistema nervoso dell'animale che, dopo un certo numero di scariche, ha bisogno di un notevole periodo di riposo per poter ricaricare le sue batterie.

  
Torpedine (Narcine maculata)
Foto di Roberto SOZZANI
Anche il pesce sega, il pesce violino e il pesce chitarra fanno parte di questo grande gruppo ma, per le loro caratteristiche, hanno una fisionomia che sta tra gli squali e le razze e probabilmente a livello evolutivo è proprio così.
Tutti questi meravigliosi esemplari si possono trovare a diverse profondità in tutto il Mar Mediterraneo: poche specie sono frequenti nell’Adriatico e comunque è più facile trovarle nel bacino meridionale, a profondità maggiori; sono organismi molto affascinanti, anche se bisogna stare sempre attenti quando s’incontrano poiché, essendo animali liberi nel loro ambiente naturale, tenderanno a usare le loro difese di fronte a organismi a loro sconosciuti come l’uomo.

  
Aquila di mare (Aetobatus narinari)
Foto di Andrea FISCHETTI
Sicuramente in Italia è molto raro incontrarli a differenza del Mar Rosso, per esempio, dove sono abbastanza frequenti e si avvicinano di più a riva.
Sarà comunque un’esperienza meravigliosa avvicinarsi a uno qualunque di questi esemplari che a volte possono raggiungere anche dimensioni abbastanza importanti, soprattutto le aquile di mare che sembrano volare elegantemente nell’acqua in un turbinio di movimenti che le fanno assomigliare più ad uccelli che agli altri pesci.

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